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Caos giustizia
Le foto "già note al Consiglio della magistratura"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
L'avvocato del giudice Mauro Ermani specifica che le immagini finite ieri sul tavolo della Commissione giustizia e diritti erano già note al Consiglio della magistratura. "Foto assolutamente banali".

Il legale del giudice Mauro Ermani, Luigi Mattei, ridimensiona la notizia delle tre foto che il giudice avrebbe inviato alla segretaria e finite ieri sul tavolo della Commissione giustizia e diritti. "Queste fotografie sono in possesso del Consiglio della magistratura già da qualche tempo", dichiara Mattei al Corriere del Ticino. "Sono state intimate allo scrivente, il quale una settimana fa ha fatto le proprie osservazioni. Si tratta a mio giudizio di foto assolutamente banali, alle quali peraltro la destinataria ha risposto con una serie di smile".

A Palazzo delle Orsoline

Ieri il presidente della Commissione, Fiorenzo Dadò (Centro), aveva informato i colleghi di avere ricevuto una missiva priva di mittente con allegata una documentazione riguardante la situazione venutasi a creare al Tribunale penale cantonale. Si trattava di tre foto raffiguranti dei bambini. Nulla di pedopornografico, ma le immagini, giudicate di cattivo gusto, sono comunque state trasmesse dalla Commissione al Consiglio della magistratura e al procuratore straordinario Franco Passini.

La ricostruzione

Ermani le avrebbe inviate nel 2020 su whatsapp alla segretaria, che afferma di essere vittima di mobbing. Secondo l'avvocato Mattei, le immagini erano già state consegnate da lei al Consiglio della magistratura. Secondo informazioni raccolte dal CdT, la segretaria si lamentava del comportamento del figlio. Il giudice Ermani le avrebbe risposto inviando quelle fotografie e scrivendo che il bimbo era in buona compagnia, ottenendo in cambio degli smile come risposta. Inoltre, sempre stando al CdT, l'avvocato della segretaria avrebbe scritto al Consiglio della magistratura, spiegando che l'invio delle tre foto da parte della sua assistita sarebbe stato un errore.