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Ticino
La siccità torna a bussare alle porte, l'acqua potabile è garantita?
Immagine Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
È di nuovo il Mendrisiotto l'epicentro della siccità che sta tornando a fare capolino nel nostro cantone. Per certi versi la situazione ricorda quella del 2022, ma "abbiamo già alle spalle un anno estremamente siccitoso, per cui partiamo con un deficit maggiore rispetto a quello di un anno fa".

L’inverno caldo che stiamo per lasciarci alle spalle ha permesso di risparmiare gasolio, gas ed elettricità, ma le sparute precipitazioni che hanno caratterizzato questi mesi non sono riuscite a colmare il deficit idrico che si sta trascinando dall’estate. Nell'obiettivo, proprio come la scorsa estate, c'è ancora il Mendrisiotto. Le prospettive in comuni come Coldrerio sono preoccupanti: "Le nostre riserve sono inferiori rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso", commenta ai nostri microfoni il capodicastero acqua potabile di Coldrerio, Michele Piffaretti. "Se non ci saranno precipitazioni nelle prossime settimane, sarà difficile riuscire a rispondere ai bisogni della popolazione".

Soluzioni regionali

In questi giorni, Coldrerio sta quindi facendo riferimento ad altri comuni della regione. "Da loro vorremmo però più acqua, ma questo non è possibile perché per la distribuzione ci sono delle tempistiche tecniche da rispettare", illustra il municipale del comune momò. Il suo gruppo politico ("Coldrerio rossoverde") ieri ha chiesto l’istituzione di una cellula di crisi regionale che monitori l’evolversi della situazione e si attivi rapidamente in caso di penuria idrica. "Le soluzioni al problema vanno infatti coordinate a livello regionale".

"Effettivamente quanto vediamo desta qualche preoccupazione". A parlare a Ticinonews è Mauro Veronesi, capo Ufficio protezione acque e approvvigionamento idrico del Cantone. Dalla sua scrivania di Bellinzona, Veronesi gode di un osservatorio privilegiato sulla situazione idrica ticinese. "L'anno scorso eravamo in una condizione analoga, con un inverno alle spalle povero di precipitazioni. Allora non sapevamo ancora che la primavera sarebbe stata anch'essa povera di precipitazioni e che avremmo avuto un'estate estremamente calda e torrida". Le somiglianze con quanto vissuto lo scorso anno non mancano, ma per Veronesi in questo inizio di 2023 la situazione è anche più critica: "Abbiamo già alle spalle un anno estremamente siccitoso, per cui partiamo con un deficit maggiore rispetto a quello di un anno fa".

Quali potrebbero essere gli scenari nel caso in cui questa situazione dovesse continuare?

"Si prospettano vari livelli di emergenza. I comuni che si trovano in difficoltà nella distribuzione dell'acqua potabile potrebbero emanare degli inviti all'uso parsimonioso. Se questi non fossero sufficienti, il passo successivo sarebbe l'introduzione di divieti legati al consumo. Se anche questi non fossero a loro volta abbastanza, il terzo livello sarebbero dei contingentamenti. Qui si parla però di una situazione davvero molto delicata: l'anno scorso il livello massimo raggiunto è stata l'introduzione di divieti. Questo significa che anche l'anno scorso, nonostante tutte le difficoltà, la situazione è stata ancora gestita in maniera soddisfacente".

Se si arrivasse a questi contingentamenti, concretamente come toccherebbero i cittadini?

"Sono i medesimi scenari che si prospettano in caso di penuria energetica, cioè delle fasce orarie in cui l'acqua sarebbe erogata e altre fasce orarie in cui sarebbe ritenuta per consentire il riempimento dei serbatoi. Questo, di solito, avviene di notte. In questo caso avverrebbe anche di giorno".

Ma quanto è alto il rischio di arrivare a quel punto?

"Io lo considero ancora remoto. A livello cantonale disponiamo uno strumento molto importante: il piano cantonale di approvvigionamento idrico, che fa riferimento a una legge introdotta nel 1994. Questa spinge i comuni a condividere le risorse tramite condotte o serbatoi condivisi con i comuni limitrofi. Ciò garantisce una certa ridondanza delle fonti e consente ai comuni di scambiarsi l'acqua vicendevolmente. Se già non disponessimo di questo sistema di interconnessione tra acquedotti comunali, saremmo andati in sofferenza, l'anno scorso come pure prima. Questo sistema deve ancora essere sviluppato ed esteso, ma garantirà sufficiente acqua in futuro".

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