
A distanza di tre ore di orologio, è arrivata la replica della Lega alla decisione dell'UDC di correre da sola per il Consiglio di Stato e per il Gran Consiglio alle elezioni Cantonali 2027. «La Lega dei Ticinesi prende atto», si legge nella nota trasmessa dal coordinatore Daniele Piccaluga: «Siamo sorpresi non solo dalla scelta, ma anche dalle modalità con cui essa è stata resa nota. Nonostante i contatti e gli scambi avvenuti nelle scorse settimane tra le parti, la Lega non è stata informata direttamente della decisione, apprendendola unicamente attraverso i media».
Il problema è Claudio Zali
Il movimento di via Monte Boglia utilizza nuovamente il termine «prendiamo atto» in riferimento alla scelta democentrista: «Per l’UDC la questione sembra essersi progressivamente trasformata in un problema di persone. In particolare, è stata posta come condizione l’esclusione del consigliere di Stato Claudio Zali da una eventuale lista comune. Una posizione che, nei fatti, ha portato a far naufragare qualsiasi ipotesi di collaborazione». E ancora: «Ne prendiamo atto». Poi, la Lega si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ricordando che anche loro «avrebbero potuto solelvare numerose riserve nei confronti di alcuni esponenti dell'UDC»: «Abbiamo però scelto di guardare oltre le questioni personali, nella convinzione che gli interessi del Ticino debbano prevalere sulle antipatie individuali. Evidentemente questa visione non è stata condivisa».
Le tempistiche
E se questa mattina l'UDC ha mostrato un certo fastidio anche sulle tempistiche – «la questione della lista per il Governo avrebbe dovuto essere chiarita già nell’ottobre 2025. Quel termine è stato poi posticipato alla primavera e successivamente a fine giugno. Ora anche questa scadenza è superata» – la Lega ritiene «opportuno ricordare» che «qualsiasi decisione relativa a una lista congiunta sarebbe spettata esclusivamente all’Assemblea della Lega, unico organo competente in materia», che avrebbe avuto modo di esprimersi nelle prossime settimane. «L’UDC ha invece scelto di percorrere unilateralmente un’altra strada».
È, ufficialmente, separazione. «Non saranno certo altri partiti a stabilire chi abbia o non abbia il diritto di rappresentare la destra ticinese. La Lega non accetta patenti di legittimità da nessuno. Da oggi lavoreremo con ancora maggiore determinazione per compattare il nostro elettorato e rafforzare quelle sensibilità autenticamente ticinesi che troppo spesso non coincidono con le logiche e gli interessi dettati da Berna».

