
"Le prese di posizione nel mondo della scuola da parte dei docenti si inseriscono in un contesto in cui i principi contenuti nella legge sulla scuola indicano che essa è anche un luogo dove si discute della pace e di diritti umani. Sono quindi delle posizioni che io comprendo alla luce di quanto sta succedendo in Medio Oriente". È così che la direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport Marina Carobbio Guscetti commenta i docenti di sempre più scuole che scrivono sulla situazione umanitaria a Gaza e sul ruolo degli insegnanti nell'educazione in seno al genocidio.
Le allieve e gli allievi chiedono risposte
Non si tratta solo di legge. Infatti sono le allieve e gli allievi "che fanno delle domande su quello che succede nel mondo: sui conflitti e sul perché succedono tragedie come quella di Gaza" e la scuola si trova interpellata. "Le docenti e i docenti sono chiamati a dare delle risposte", spiega Carobbio Guscetti. "Non ci vogliono ulteriori indicazioni nei programmi di studio: sui temi internazionali che toccano i diritti umani, la messa in discussione della pace e i conflitti bisogna essere pronti a discuterne e a parlarne con gli allievi. Le prese di posizione dei docenti", conclude la direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport, "sollevano queste tematiche".

