Cerca e trova immobili
Ticino
Interpellanze scongelate sul caso Gobbi, quali scenari?
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
Il Governo dovrà presentarsi davanti al Gran Consiglio nella prossima sessione per rispondere agli atti parlamentari, ma potrebbe comunque decidere di non rispondere alle domande. Gli autori delle interpellanze potrebbe però chiedere una discussione generale.

Il Governo non può congelare le tre interpellanze presentate per fare chiarezza sull'incidente di Norman Gobbi e dovrà presentarsi davanti al Gran Consiglio già nella sessione del 15 aprile. Così ha stabilito l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, sconfessando di fatto il Governo, che aveva chiesto il congelamento di questi atti. L’Ufficio presidenziale ha infatti considerato validi l’urgenza e l’interesse pubblico delle tre interpellanze. Ha inoltre stabilito che, di base, la sospensione di atti parlamentari non è affare del Governo. Un richiamo, questo, che potrebbe far pensare a uno scontro tra Consiglio di Stato e Gran Consiglio. Ma lontano dai microfoni di Ticinonews, chi parla per queste due istituzioni considera questo scambio di comunicazioni tra Governo e Ufficio presidenziale del Parlamento una semplice questione formale.

Quali scenari?

Formalità o meno, il Consiglio di Stato dovrà per forza presentarsi davanti al Gran Consiglio, ma potrebbe comunque non dire nulla. Se prima del 15 aprile la Procura non avrà chiuso il procedimento penale, è verosimile che il Governo deciderà di non rispondere alle domande delle tre interpellanze, avvalendosi di una possibilità che si presenta quando un procedimento è in corso.

Delle tre interpellanze, quella più problematica è quella di Fiorenzo Dadò, che pone domande molto precise sulle dinamiche dell’incidente e dell’intervento di polizia. Dinamiche su cui però deve fare luce l’inchiesta in corso di Andrea Pagani. Ma anche in assenza di risposte da parte del Governo, il Parlamento potrebbe chiedere di affrontare il tema dell’interpellanza in una discussione generale. Una possibilità su cui lo stesso Fiorenzo Dadò è tiepido. "Una discussione generale mi sembra inopportuna, non si sa su cosa discutere. Bisogna prima avere tutta una serie di risposte. E le risposte alla mia interpellanza dovranno essere precise e puntuali. In seguito si potrà aprire un nuovo capitolo, che può anche essere una discussione generale in Gran Consiglio".

L’MPS sembra però intenzionato a chiedere che il Parlamento affronti una discussione sulle sue interpellanze. "Hanno un carattere un po' più politico", sottolinea il co-coordinatore Giuseppe Sergi. "La prima pone il problema dell'informazione: come mai il Consiglio di Stato si rifiuta di informare sulle procedure generali che vengono adottate in casi come questi. La polizia si era rifiutata di fornire queste informazioni a un quotidiano".