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Iniziative casse malati, il Governo in audizione in Gestione. Gobbi: «Procediamo a tappe»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
11 giorni fa
L'idea è partire con la prima fase il prossimo primo gennaio. Delusi gli iniziativisti. Bignasca: «Un cattivo insegnamento». Durisch: «Questo procedere non è democratico»

Un’applicazione rigorosa e a tappe, con la prima che partirà il primo gennaio 2027. Il Governo ha oggi presentato alla Commissione della gestione le linee guida sull’implementazione delle due iniziative sulle casse malati approvate dal popolo lo scorso settembre, al momento senza fornire cifre o dettagli su dove prendere i soldi o su quando entrerebbero in vigore le tappe successive. «Ci sono state fornite una serie di informazioni che avevamo sollecitato», conferma il Presidente della Gestione Fabrizio Sirica a Ticinonews Sera. «La prima è che dopo Pasqua verrà presentato il messaggio sull'implementazione delle iniziative. Un secondo punto è che nella loro volontà sarà un'implementazione a tappe e organica, ma condizionata al reperimento dei fondi necessari per poterle finanziare». Insomma, l’idea del Governo è di poterle applicare solo dopo aver trovato un accordo su come ottenere i soldi per farlo. Nodo finanziario per cui, ricordiamo, la gestione ha anche dato mandato a un costituzionalista, per capirne le implicazioni.

Gobbi: «Auspichiamo ci sia capacità di dialogo»

Nel frattempo il Governo ha oggi comunque ribadito l’importanza di valutare prima quali entrate e uscite toccare. «Qualcuno ha chiesto di poter mettere in vigore l'iniziativa socialista subito, senza nessun paracadute finanziario. Questo significherebbe che a breve dovremmo però aumentare le imposte, e questo credo che sia comunque una scelta politica che dev'essere fatta, nell'ambito di una spesa di erogazione di sussidi che già oggi è la principale spesa del Cantone da un punto divista dell'aiuto diretto a favore della nostra popolazione» dichiara il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi. I dettagli di come applicare le iniziative saranno quindi presentati con il messaggio al Gran Consiglio di metà aprile, che darà il via alla ricerca del compromesso. «Abbiamo dato le nostre indicazioni per un messaggio equilibrato, anche perché sono due iniziative quasi dicotomiche. Trovare il punto di equilibrio significa anche essere capaci di dialogare. In Consiglio di Stato ci siamo riusciti, il nostro auspicio è che anche il Gran Consiglio, e prima la Gestione, possano farlo», conclude Gobbi.

Tra le reazioni, la delusione degli iniziativisti

 «Non siamo soddisfatti. Il popolo ha votato le iniziative sei mesi fa e il Governo è in ritardo», reagisce a caldo Boris Bignasca, deputato della Lega dei Ticinesi. «Se il Governo voleva un controprogetto - che peraltro non si sa ancora come sia fatto - andava fatto dopo la raccolta firme. Farlo adesso dopo l'approvazione del popolo è come aprire una ferita nel funzionamento della democrazia diretta, nonché un cattivo insegnamento e presagio per il futuro del nostro Paese». Anche Ivo Durisch (PS) è critico: «In primis abbiamo già perso un anno, in più ciò che non ci va bene è che sembrano voler legare l'entrata in vigore con il reperimento delle risorse, con una clausola ghigliottina. Questo secondo noi non è democratico, soprattutto pensando che i cittadini hanno già votato per avere un alleggerimento del budget famigliare». Dal canto loro, PLR e Centro restano in attesa del messaggio. «Ci aspettavamo qualche elemento in più sulle modalità, l'incontro non è stato particolarmente illustrativo», ci dice Matteo Quadranti (PLR). «Sull'entrata a tappe vedremo. Noi avevamo firmato un rapporto sul preventivo che chiedeva in primis che questo messaggio arrivasse prima e poi che le iniziative sarebbero entrate in vigore il primo gennaio 2027. Dobbiamo vedere se la proposta che arriva dal Governo sarà soddisfacente». «Aspetteremo il messaggio», segue Maurizio Agustoni (Centro) «e ci impegneremo per metterle in vigore il prima possibile». Sulle polemiche legate al finanziamento, per Agustoni «la data di entrata in vigore delle iniziative, che è stata lasciata dagli iniziativisti alla discrezionalità del Consiglio di Stato è un po' all'origine di questo problema. È chiaro che vanno trovati i mezzi per doverle finanziare, il che non vuol però dire che debbano entrare in vigore - come riflette il Governo - solo quando ci sono i soldi. Penso sia questo ragionamento a creare il maggior malcontento».