
Alcuni temi politici sono sinonimo di discussioni e polemiche. Il preventivo 2023, con i suoi 79.5 milioni di disavanzo, rientra tra questi. Ieri il Consiglio di Stato ha presentato il documento alla Commissione della gestione e ora toccherà a quest’ultima analizzarlo, magari modificarlo e approvarlo. Compito non facile visto che per parte dei commissari le perdite potrebbero essere ben maggiori.
“L’ottimismo è bello, ma in pochi ci credono”
Fiorenzo Dadò, presidente della Commissione della Gestione è stato chiaro ai microfoni di Ticinonews: “Diciamo che l’ottimismo è anche bello che ci sia, perché è sempre positivo, soprattutto con quello che capita oggi nel mondo. Tuttavia, sono pochi i commissari che credono che se si riuscirà ad avere un risultato di questo genere. Questo sarà sicuramente un oggetto di discussione all’interno della Commissione e dei partiti.”
Conti presentati “a tinte fosche”
“Vorremmo capire cosa intende fare il Consiglio di Stato per risanare le finanze del Cantone”, ha ancora spiegato Dadò. “Oggi non è emerso nulla su questo fronte. I conti del futuro sono stati presentati in tinte fosche, ma nessuno ha mostrato un piano di rientro. Evidentemente i gruppi parlamentari vorranno saperlo perché penso che nessuno è d’accordo ad andare in aula con un preventivo senza conoscere la rotta futura.”
Come rientrare con le spese? È questo il dilemma
“Senza un rientro, senza dei tagli o senza l’aumento dell’imposte scatterebbe il freno al disavanzo ed è anche per questo che un gruppo, come Il Centro ad esempio, per poter aderire a questo preventivo ha già avanzato la richiesta che venga fatta un’analisi sui compiti dello Stato, sulle sue spese, da parte di un ente esterno. Bisogna capire quale sarà la posizione degli altri gruppi parlamentari”, ha concluso il presidente della Gestione.

