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Lingue in classe
Il Movimento della scuola alza la voce contro il tedesco in prima media
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
4 anni fa
Il Movimento della scuola prende posizione contro la proposta della maggioranza della Commissione formazione e cultura. "È una scelta strumentale".

Anticipare il tedesco alla prima media? No, o almeno non seguendo la proposta "così come è stata formulata". Un'altra voce si inserisce nel dibattito attorno all'anticipo di un anno dell'inizio dell'insegnamento della prima lingua nazionale: è quella del Movimento della scuola, che tramite un testo firmato dal suo presidente Fabio Camponovo e dal responsabile della rivista "Verifiche", Rosario Talarico, esprime il suo disaccordo con la maggioranza della Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio. Lunedì infatti la maggioranza Plr, Lega e Udc nella Commissione aveva firmato un rapporto in cui chiede al Governo di trovare delle soluzioni per inserire il tedesco nella griglia oraria di prima media, senza tuttavia indicare come. Una decisione che il Movimento della scuola suggerisce possa avere legami con "il clima preelettorale".

Contro la visione "strumentale" dell'apprendimento delle lingue

Le motivazioni alla base della proposta, secondo Movimento e redazione di "Verifiche", "risiedono nella convenienza strumentale, più che culturale, della lingua di Goethe, nonché nella spendibilità della competenza linguistica più che nella crescita intellettiva della persona". "Sullo sfondo - viene precisato - vi è l’idea che la scuola dell’obbligo debba in qualche modo richiamarsi a un principio funzionale di natura professionalizzante". Un'interpretazione della formazione scolastica di base che trova la contrarietà del Movimento.

Problemi pratici

Nella presa di posizione vengono sollevati pure dei dubbi di ordine organizzativo. L'insegnamento delle lingue nella scuola dell'obbligo sarebbe già oggi "un patchwork linguistico e di modalità didattiche frutto più di compromessi che di una coerente visione formativa. Chi intendesse modificare questo quadro dovrebbe dunque collocare la propria proposta in un ambito riflessivo più ampio e non limitarsi a imporre una singola modifica". In questo contesto già complesso, per il Movimento l'anticipo dell'inizio del tedesco potrebbe anche risultare vanificato a livello didattico. Il Movimento della scuola fa infine notare le difficoltà nel reclutamento di insegnanti di questa lingua: "Un aspetto in sé tragicomico è costituito dal fatto che potenziare l’insegnamento del tedesco significherebbe aumentare il fabbisogno di insegnanti di questa lingua. Sappiamo bene che già attualmente ben oltre una cinquantina di docenti in attività non sono in possesso dei titoli richiesti e lascia perplessi la scelta del DFA di provvedere abbassando ulteriormente le necessarie qualifiche in entrata".

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