
La decisione della procura andare verso il decreto d’abbandono, nel merito della denuncia penale contro ignoti riguardo alla demolizione dell’ex Macello, continua a generare reazioni. Nel giorno in cui doveva scadere la proroga per la presenza di nuove istanze probatorie (termine prorogato ieri a metà novembre, come comunicato dalla Rsi) il Molino fa sentire la sua voce con una piccola manifestazione, tenutasi oggi attorno alle 12:30 e durata circa una mezz’ora, fuori dal Palazzo di giustizia. Sul posto una decina di persone, che hanno affisso lo striscione “sblocchiamo lugano”, distribuendo volantini ai presenti ed esprimendo le proprie posizioni con un megafono.
Nel testo, che alleghiamo, si attacca “lo stato di polizia e i sotterfugi della politica” sotto l’etichetta di “Lugano (in)sabbia d’oro”, con il probabile decreto d’abbandono che viene definito “un misero e ridicolo tentativo di insabbiamento e di salvaguardia della propria immagine e dei residui di credibilità di una politica putrefatta” e “non sarà un pezzo di carta emanato dalla procura a cancellare i sentimenti di sgomento, indignazione e rabbia di moltissime persone davanti all’agire della polizia di quella notte”. Nel volantino si attaccano inoltre il Municipio, oltre che il municipale leghista Lorenzo Quadri, accusato di “fomentare odio razzista e xenofobo ogni domenica”. Infine, su queste premesse, si rigetta la possibilità di un dialogo con la Città e si critica la proposta dei fine settimana “autogestiti” alla Foce del Cassarate, definita un tentativo di “smembramento” e di “confusione”.

Non solo il centro sociale ha manifestato la sua contrarietà al decreto d’abbandono: sabato 6 novembre infatti è previsto un funerale simbolico, organizzato da “T’aspetto fuori”, che transiterà da Piazza Riforma proprio al Palazzo di giustizia.
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