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Ticino
Il Governo «ignavo» e la pacca sulla spalla di Sirica
Redazione
2 ore fa
L'ex presidente dell'allora PPD (oggi Centro) Giovanni Jelmini commenta gli avvenimenti delle ultime settimane e la crisi istituzionale in seno al nostro Cantone

Il caso Zali e la crisi istituzionale, ma anche un sguardo alle prossime elezioni e alcune riflessioni sulle infrazioni stradali commesse da Fabrizio Sirica e Andrea Censi. Dopo Fulvio Pelli e Renzo Galfetti prosegue la serie di interviste a politici di lunga data e osservatori con l'ex presidente dell'allora PPD, oggi Centro, Giovanni Jelmini.

«Il caso grave a mio parere è quella telefonata, parole che non dovremmo mai sentire. Claudio Zali secondo me avrebbe fatto bene a lasciare immediatamente la sua carica istituzionale». Jelmini riassume così la sua opinione sulle diversi vicende che hanno travolto colui che fra pochi giorni sarà a tutti gli effetti un ex consigliere di Stato. Meno grave, invece, la mail inviata all'EOC che tra l'altro aveva in copia anche il rappresentante del Centro nell'esecutivo, Raffaele De Rosa. «Fare qualche segnalazione è capitato un po' a tutti. Ma fare pressione cercando di sfruttare la propria carica o il proprio potere va oltre».

Dal Governo nessuna decisione

Il 64enne avvocato e notaio di Mendrisio, granconsigliere dal 1995 al 2011, traccia poi un bilancio della legislatura dell'interno Governo. «Essendo un gran lettore di Dante, lo inserirei nel 3° canto dell'Inferno, dove si parla di ignavi, di quelli che vissero senza infamia e senza lodi», commenta lapidario. «Mi sembra che in questi anni non abbiano mai preso delle decisioni importanti su temi che avrebbero dovuto essere, se non risolti, perlomeno portati avanti con una certa urgenza».

Un solo partito fra i due poli

Volgendo lo sguardo alle prossime elezioni invece, le alleanze a Destra e a Sinistra sono «pura speculazione per poter raccogliere il maggior numero di voti e quindi di seggi possibile». Ed è proprio per contrastare i due poli che, più a lungo termine, secondo Jelmini Centro e PLR devono pensare seriamente a confluire in un solo partito, «tanto più che sul 90% dei temi c'è sempre un accordo».

Solidarietà a Sirica

Nel 2014 l'allora presidente del PPD conquistò l'attenzione mediatica per un'infrazione grave al codice stradale, come è successo di recente a Fabrizio Sirica e Andrea Censi. «La cosa più intelligente che feci - ricorda - è ammettere immediatamente l'errore commesso e scusarmi». Pur sottolineando che a suo giudizio c'è «un'esasperazione delle violazioni delle norme della circolazione stradale». «Se un reato non mette in dubbio la dignità della carica che si ricopre - prosegue - la persona va perdonata». Da qui un gesto di solidarietà nei confronti di Sirica: «Se fossi stato nel PS gli avrei detto: «Candidati perché se sei una persona che politicamente vale, anche se hai commesso un errore»».