
“È un provvedimento ingiusto e sproporzionato, chiediamo che l’inchiesta disciplinare venga abbandonata”. Si può riassumere così la presa di posizione del Collegio docenti del Liceo di Lugano 1 in merito all’inchiesta disciplinare aperta dal Consiglio lo scorso 7 dicembre nei confronti dei due insegnanti del Liceo di Bellinzona accusati di aver violato il Codice di comportamento dei dipendenti, utilizzando l’indirizzario di posta elettronica dell’Amministrazione cantonale “per informare altri dipendenti pubblici della protesta contro il taglio delle pensioni”.
“È un diritto trattare questi problemi”
La richiesta nei confronti del governo, si legge nel comunicato, è stata presa “con l’unanimità dei voti” e in questo modo il Collegio dei docenti del Liceo di Lugano 1 “si associa ai colleghi di Bellinzona e Locarno nella difesa del pieno diritto di tutti e di tutte le dipendenti dello Stato di affrontare - nell'interesse dei dipendenti - problemi politici e sindacali connessi con la professione”. Tra i diritti, viene spiegato, anche quello “di trattare problemi di natura professionale all’interno dei Collegi dei docenti, nel rispetto dei valori democratici e della libertà sindacale, garantiti dalle Costituzioni cantonale e federale”. Il Collegio dei docenti del Liceo di Lugano 1 ritiene che “una limitazione di questi diritti da parte dell’autorità assuma un carattere antidemocratico, intimidatorio e repressivo”. Nel comunicato viene inoltre specificato che “i colleghi dell’Istituto bellinzonese non hanno operato per scopi personali, ma unicamente nell’intento di tenere informati gli affiliati e le affiliate all’IPCT sulle conseguenze che i dipendenti statali e parastatali subirebbero nell’eventualità che venga accolta, così come prospettata, la riforma delle pensioni”.

