Giornate autogestite
Il documentario filo-russo torna a far discutere al liceo di Bellinzona
Redazione
16.03.2026 17:31

Foto: ©CHIARA ZOCCHETTI
Petizione, prese di posizione politiche e richieste di annullamento per la proiezione di “Maidan, strada verso la guerra”, prevista domani nell’ambito delle giornate autogestite. Dal liceo nessun commento.
Il documentario «Maidan, strada verso la guerra», prodotto
da Russia Today e che interpreta la rivoluzione del 2014 da una prospettiva russa,
torna a far discutere in Ticino. La pellicola, ricordiamo, era già stata al centro di forti discussioni lo scorso gennaio a Muralto, quando il Municipio aveva revocato l'uso della sala per motivi di ordine pubblico. Ora la visione del film viene riproposta nell'ambito delle giornate autogestite al liceo di Bellinzona. Anche in questo caso, l’evento — programmato per domani mattina alle 10.30 — sta sollevando critiche e prese di posizione.
"Un chiaro carattere propagandistico"
Negli ultimi giorni diverse persone hanno scritto alla direzione chiedendo di annullare l’evento oppure di prevedere la presenza di un relatore in grado di offrire una lettura critica e garantire un contraddittorio. È stata inoltre lanciata una petizione — finora con circa un centinaio di firme — con cui si chiede al Municipio di Bellinzona e al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) di intervenire con urgenza. «Riteniamo che questo film abbia un chiaro carattere propagandistico e politico e non sia adatto al contesto educativo di una scuola pubblica. L’uso di materiale propagandistico rischia di influenzare gli studenti e non rispetta il principio di imparzialità educativa sancito dalla normativa cantonale e federale», si legge nel testo.
Anche la politica interviene
Nel frattempo la politica si divide. Il Movimento per il socialismo (MPS) ha scritto al Governo chiedendo un intervento e, in caso di conferma dell’evento, la presenza di esperti con posizioni diverse per garantire un dibattito pluralistico. Il relatore invitato Davide Rossi, scrive l'MPS; «è una figura che non risulta
possedere particolari competenze accademiche o scientifiche nella storia
dell’Europa orientale, nei rapporti tra Russia e Ucraina o nell’analisi
geopolitica del conflitto. Al contrario, le posizioni pubblicamente espresse
dal relatore e dalle organizzazioni a lui collegate sembrano collocarsi
all’interno di un orientamento politico e culturale chiaramente favorevole alla
narrazione dei governi russo e cinese«. In queste condizioni per l'MPS è
quindi difficile immaginare che la discussione successiva alla proiezione «possa
svilupparsi secondo criteri di reale confronto critico».
Di tutt’altro avviso il Partito comunista (PC), che parla di
interferenze dell’ambasciata ucraina. Il partito difende la scelta di proporre
la pellicola, ritenendola «utile per comprendere il contesto storico, a partire
dal golpe del 2014, dal quale è poi purtroppo scaturita la guerra». Secondo il
PC quello che sta succedendo è un grave affronto alla libertà di insegnamento.
«Che un governo straniero e una comunità immigrata interferiscano apertamente
nello stabilire cosa sia lecito o meno discutere nella scuola pubblica ticinese
è semplicemente inaccettabile», si legge. Anche il Sindacato Indipendenti degli Studenti e Apprendisti
(SISA) ha deplorato il tentativo di far censurare il documentario. «Mostrare un
documentario, discuterlo con uno storico e altri professori della sede, fa
parte del confronto dialettico e plurale che rappresentano i compiti della
scuola pubblica», sottolinea il sindacato, ribadendo che l’attività proposta è
stata approvata dal comitato studentesco.
Il liceo non commenta
Contattata dalla redazione, la direzione del liceo non ha
rilasciato dichiarazioni ufficiali. Dalle risposte inviate nei giorni scorsi ad
alcune persone che hanno protestato — e che abbiamo potuto visionare — emerge
tuttavia come l’istituto rivendichi l’importanza della pluralità dei punti di
vista anche su temi controversi. La necessaria oggettività sarebbe garantita
dalla presenza di docenti e di persone informate ed esperte. Nel caso
specifico, viene indicato che il relatore offrirà «un’analisi critica,
oggettiva e deontologicamente corretta», e che la proiezione avverrà alla
presenza di un docente attivo nell’istituto. Al momento, dunque, non sembrano
esserci segnali di una modifica del programma e l’evento dovrebbe svolgersi
come previsto.

