
La proiezione di "Maidan - strada verso la guerra" fa discutere nel Locarnese. La pellicola che interpreta la rivoluzione di Maidan da una prospettiva russa, proposta da Amici della Costituzione e HelvEthica, è diventato un caso politico. Negli scorsi giorni diverse persone ucraine hanno infatti contattato il Municipio, che ha deciso di ritirare la concessione di utilizzo della sala, per "prevenire possibili tensioni o turbative dell'ordine pubblico". La granconsigliera Maria Pia Ambrosetti (HelvEthica) non ci sta e a Ticinonews lancia un appello alla tolleranza e al dialogo.
"Bisogna capire entrambe le parti per arrivare a una soluzione"
La proiezione avrebbe dovuto avere luogo il 29 gennaio prossimo. Tuttavia, il Municipio di Muralto, in seguito alle rimostranze di alcuni rifugiati ucraini, ha deciso di revocare la concessione di utilizzo della sala congressi comunale. La decisione ha suscitato ulteriori discussioni legate alla decisione del comune di dare adito alle rivendicazioni degli ucraini. HelvEthica, dal canto suo, invita alla tolleranza: "abbiamo visto sui social che tutti si scatenano contro gli ucraini. Noi siamo per la tolleranza. Si può capire l'odio che gli ucraini possono avere nei confronti dei russi, storicamente hanno le loro motivazioni". Allo stesso tempo, "è importante cercare di capire una parte e l'altra, altrimenti non si arriverà mai a una soluzione".
HelvEthica valuta un ricorso e cerca un'altra sala
Ambrosetti ed HelvEthica rimandano al mittente le accuse che definiscono la pellicola prodotta da Russia Today un prodotto della propaganda russa. Tra queste, hanno spiccato anche quelle del ministro degli esteri ucraino, che ha accolto con favore l'annullamento della proiezione. "Molti non sanno che la guerra contro i russofoni è iniziata nel 2014. E anche se fosse Russia Today non è vietata in Svizzera. Vogliamo solo difendere i nostri diritti di espressione", spiega Ambrosetti. HelvEthica si è detta in particolare dispiaciuta di essersi vista revocata la concessione senza esser stata prima interpellata, e senza essere rimandata ad una base giuridica a sostegno della decisione. HelvEthica non abbandona l'iniziativa: "vedremo di trovare un'altra sala, se qualcuno è ancora disposto ad ospitarci. Non siamo dei terroristi, anzi vogliamo essere il più tolleranti possibile. È un lavoro interiore che tutti devono fare, accettare il punto di vista anche di chi non la pensa come me".

