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Ticino
Il caso del 14enne alla Farera scuote la politica
© Shutterstock / Ticinonews
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Redazione
3 ore fa
Nel mirino la riunione con Claudio Zali sulla detenzione del ragazzo. Fioccano interrogativi e la Gestione valuta eventuali approfondimenti.

Quella riunione al vertice è già diventato un caso politico. La magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, la direttrice medica del servizio di medicina penitenziaria dell’EOC Teresa Salamone, la responsabile della divisione giustizia Frida Andreotti , il direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini e soprattutto Claudio Zali si sono incontrati. E il motivo è la detenzione da oltre un mese alla Farera di un 14enne. A riferirlo è laRegione, che sottolinea come il giovane e sua madre siano conoscenti proprio di Zali.

La detenzione

Il ragazzo è detenuto in seguito ad una spedizione punitiva di un gruppo ai danni di un altro minorenne. Secondo la madre intervistata dal quotidiano bellinzonese, il 14enne si troverebbe in grave stato di prostrazione. E il presidente del Consiglio di Stato si è interessato della faccenda: ce n’è abbastanza per scatenare un putiferio perché, sostengono alcuni, in gioco potrebbe esserci la separazione dei poteri. I telefoni, dalle parti di Palazzo delle Orsoline oggi si sono fatti roventi. Non è inoltre escluso che la commissione Giustizia e Diritti possa attivare l’alta vigilanza. «Occorrerà che la commissione valuti i fatti successi, per capire se è già il momento di attivare l'alta vigilanza o meno», ci spiega la presidente Cristina Maderni. «È una valutazione che faremo nella riunione del prossimo lunedì»

Spunta un'interrogazione

Di questa vicenda potrebbe interessarsi anche la commissione della Gestione, titolare dell’alta vigilanza sia sul Governo che sui funzionari. Anche perché alle Orsoline è arrivata anche un’interrogazione di Matteo Pronzini, che chiede lumi anche sul presunto rapporto tra Zali e la madre del minorenne. Il presidente della gestione Fiorenzo Dadò, ha poi affermato che «qualche interrogativo si pone. Occorrerà avere chiarimenti,  perché qualora dovessero esserci state interferenze - o se questo incontro sia stato inopportuno - va ovviamente chiarito, perché potenzialmente potrebbe essere grave. Al momento, però, sono solo supposizioni. Vedremo quindi qual è l'opinione degli altri commissari». Se ci fossero state interferenze con la magistratura comunque, «sta al Consiglio della Magistratura appurarlo».

Stefani: «La vicenda deve essere ancora approfondita»

Dal canto suo, il presidente del Consiglio della Magistratura Damiano Stefani ha dichiarato di non aver «avuto ancora modo di approfondire la vicenda, perché il magistrato in questione è assente per qualche giorno. Appena sarà possibile cercheremo di assumere le informazioni necessarie per capire cosa sia avvenuto e per valutare se ci sia qualcosa di nostra competenza».