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Politica
I Verdi: «Claudio Zali deve dimettersi»
Red. Online
3 ore fa
I Verdi dopo la diffusione dei file audio: «Qualora l’autenticità e il contenuto delle registrazioni venissero confermati, riteniamo che Claudio Zali non potrebbe più continuare a esercitare la funzione di consigliere di Stato»

«Claudio Zali faccia un passo indietro». Dopo l'MpS, anche i Verdi prendono posizione in merito al caso che coinvolge il consigliere di Stato inerente alcuni audio diffusi online in cui viene detto, ad esempio, «Riempila di botte».

«Dichiarazioni di estrema gravità»

I Verdi del Ticino in una nota esprimono «profondo sconcerto per quanto emerso dalle registrazioni audio diffuse in queste ore e ritenute autentiche da diverse fonti. Si tratta di dichiarazioni di estrema gravità, che richiedono un chiarimento immediato, completo e credibile da parte di Claudio Zali». Inoltre, «anche se pronunciate nell’ambito di una conversazione privata, tali parole pongono un evidente problema di credibilità istituzionale. La questione della liceità della registrazione e della sua diffusione è distinta e dovrà essere valutata dalle autorità competenti. Sul piano politico resta tuttavia la gravità delle affermazioni attribuite a un membro del Governo».

«Deve fare un passo indietro»

Per gli ecologisti, «chi è chiamato a dirigere la Polizia cantonale e la Magistratura deve incarnare in modo inequivocabile il rispetto delle leggi e dello Stato di diritto, nonché il rifiuto di ogni forma di violenza. Soprattutto la violenza contro le donne non può mai essere banalizzata o evocata con leggerezza: è un fenomeno strutturale che le istituzioni hanno il dovere di contrastare con fermezza, anche attraverso l’esempio di chi le rappresenta». Per questo motivo i Verdi «chiedono a Claudio Zali di chiarire pubblicamente e senza reticenze quanto emerso e, nel frattempo, di fare un passo indietro dalle responsabilità sulla Polizia cantonale e sulla Magistratura».

«Deve dare le dimissioni»

«Qualora l’autenticità e il contenuto delle registrazioni venissero confermati, riteniamo che Claudio Zali non potrebbe più continuare a esercitare la funzione di consigliere di Stato e dovrebbe pertanto rassegnare le dimissioni». La richiesta di passo indietro «è giustificata anche dall’apertura di un procedimento penale per abuso di autorità e tentata coazione riguardo al caso del 14enne incarcerato alla Farera».

«È un atto di responsabilità»

«Fare un passo indietro è oggi un atto di responsabilità nei confronti delle istituzioni che rappresenta, delle collaboratrici e dei collaboratori dei settori posti sotto la sua responsabilità e della fiducia che la popolazione deve poter riporre nel Governo. Fino a quando i fatti non saranno pienamente chiariti, è inconcepibile che la conduzione della Polizia cantonale e della Magistratura rimanga nelle mani di una persona alla quale vengono attribuite affermazioni di questo tenore».

«Il governo deve assumersi la propria responsabilità»

Inoltre, «qualora Claudio Zali non rinunciasse spontaneamente a tali responsabilità, i Verdi del Ticino esortano il Consiglio di Stato a revocargliele senza indugio».

Ma non finisce qui. Perché «per la stessa ragione, queste competenze non possono semplicemente essere restituite a Norman Gobbi. Le gravi zone d’ombra istituzionali emerse negli ultimi anni attorno alla gestione del suo incidente stradale e al funzionamento degli apparati a lui politicamente subordinati hanno già compromesso la fiducia necessaria per dirigere Polizia e Magistratura». Il Consiglio di Stato «deve ora assumersi pienamente la propria responsabilità collegiale. La popolazione ticinese ha diritto a responsabili politici credibili, integri e al di sopra di ogni sospetto».

Ecco cosa chiedono i Verdi

Nel dettaglio, i Verdi chiedono «un chiarimento pubblico, immediato e completo da parte di Claudio Zali; un suo passo indietro dalle responsabilità sulla Polizia cantonale e sulla Magistratura fino al completo chiarimento dei fatti; qualora non lo facesse spontaneamente, la revoca immediata di tali competenze da parte del Consiglio di Stato; l’attribuzione delle responsabilità sulla Polizia cantonale e sulla Magistratura a un membro del Governo che garantisca piena indipendenza, credibilità e autorevolezza e che non appartenga alla Lega dei Ticinesi; qualora l’autenticità e il contenuto delle registrazioni venissero confermati, le dimissioni di Claudio Zali dal Consiglio di Stato».