
Commerciante di materiali edili da una vita, Claudio Taiana non si sarebbe mai aspettato che a mettere in ginocchio la sua ditta sarebbe stato un attacco ransomware. Dei criminali informatici sono riusciti a entrare nei server dell’azienda, a criptare tutti i dati, riuscendo così a bloccare qualunque sistema informatico. Il riscatto richiesto è di circa 300mila franchi. Così tanti che subito si è deciso di non pagare.
L’impatto finanziario sull’azienda è comunque importante. L’attività ormai è ferma da venerdì scorso e riprenderà a pieno regime solo lunedì. E poi ci sono i costi informatici
Non sono però solo le aziende private ad essere nel mirino di questi criminali, bensì anche le istituzioni, come il comune di Manno. Attaccato quest’estate con modalità simili, conferma il sindaco Giorgio Rossi ai microfoni di TeleTicino.
"Una mattina i nostri dipendenti non riuscivano a entrare nei computer e ci siamo accorti, tramite la ditta informatica a cui ci appoggiamo, che alcuni dati erano stati criptati. Fortunatamente erano dati normali di lavoro, mentre quelli sensibili non erano stati toccati. Alla fine anche noi abbiamo scelto di non pagare il riscatto e, tramite i nostri collaboratori, siamo riusciti a perdere solo una giornata di lavoro. Proprio per questo motivo avevamo deciso di non dare notizia per non allarmare inutilmente la popolazione".
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