I deputati di Avanti con Ticino&Lavoro chiedono al Consiglio di Stato "di dotare il Cantone di strumenti di pianificazione e regolamentazione della fisioterapia, al fine di garantire la qualità delle cure, la sostenibilità economica e la valorizzazione dei professionisti formati in Ticino".
Tra i fattori dietro l'ennesimo aumento dei premi di cassa malati in Ticino c'è "la forte densità di fornitori di prestazione, tra cui le fisioterapie", come spiegato martedì a Ticinonews sera da Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (Dss). Sul tema è già intervenuto Franco Denti, presidente dell'Ordine dei medici ticinese, affermando che "in Ticino una moratoria sulle fisioterapie, così come è stato il caso per i medici specialisti e per gli infermieri indipendenti, non è più procrastinabile". E oggi è arrivata la mozione firmata dai deputati di Avanti con Ticino&Lavoro Giovanni Albertini, Amalia Mirante ed Evaristo Roncelli, che ha l'obiettivo di " dotare il Cantone di strumenti di pianificazione e regolamentazione della fisioterapia, al fine di garantire la qualità delle cure, la sostenibilità economica e la valorizzazione dei professionisti formati in Ticino".
1. Di effettuare una mappatura completa degli studi di fisioterapia attivi in Ticino, suddivisa per distretto, tipologia di prestazioni, numero di dipendenti e tipo di contratto;
2. Di monitorare i costi sanitari legati alla fisioterapia, individuando i settori di maggiore crescita e i margini di ottimizzazione;
3. Di istituire un tavolo interistituzionale (DSS, DECS, SUPSI, Physioswiss) per elaborare una strategia cantonale a favore dell’inserimento professionale dei fisioterapisti formati in Ticino, onde evitare un continuo esodo verso altri Cantoni;
4. Di promuovere la valorizzazione della fisioterapia territoriale in ambiti quali l’assistenza domiciliare, la geriatria e la riabilitazione post-operatoria, in collaborazione con i Comuni;
5. Di rafforzare la vigilanza contro eventuali abusi contrattuali e pratiche di dumping salariale, in particolare nei centri con orari estesi e forte ricambio di personale;
6. Di valutare misure di incentivo all’impiego locale dei fisioterapisti formati in Ticino, quali sgravi fiscali, premi per gli studi che assumono personale SUPSI, forme di fidelizzazione o contratti di inserimento vincolati a un periodo minimo di lavoro in Ticino;
7. Di promuovere una campagna informativa rivolta ai pazienti, in collaborazione con le associazioni professionali, per incoraggiare una scelta consapevole e un uso responsabile delle prestazioni fisioterapiche;
8. Di monitorare e valutare l’esternalizzazione dei servizi fisioterapici da parte delle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate, al fine di evitare il depotenziamento del personale interno e di salvaguardare la continuità terapeutica e la qualità delle cure;
9. Di elaborare, in collaborazione con le strutture ospedaliere e le cliniche di riabilitazione, un modello di presa a carico integrata che tenga conto del trend delle dimissioni precoci e del crescente fabbisogno di fisioterapia domiciliare o ambulatoriale, valorizzando il ruolo dei fisioterapisti come presidio territoriale di continuità delle cure. Tale approccio, oltre a migliorare la qualità di vita dei pazienti, consentirebbe di ridurre significativamente le riospedalizzazioni, con un impatto positivo sia sanitario sia economico per il Cantone;
10. Di favorire l’introduzione di piattaforme digitali cantonali per il monitoraggio dei cicli di fisioterapia, in modo da raccogliere dati oggettivi su durata media dei trattamenti, efficacia e tassi di recidiva. Ciò permetterebbe di orientare meglio le risorse e di rafforzare la negoziazione tariffale su basi scientifiche;
11. Di promuovere, in collaborazione con i medici prescrittori e le casse malati, strumenti di controllo dell’appropriatezza dei cicli di fisioterapia, al fine di evitare trattamenti ripetuti senza reale indicazione clinica. Linee guida cantonali condivise con la categoria medica aiuterebbero i professionisti a resistere alle pressioni indebite dei pazienti, garantendo che le risorse siano destinate a chi ne ha effettivo bisogno terapeutico.