
"Vorrei innanzitutto deplorare la decisione dell'Ufficio federale di sanità pubblico di aumentare in media del 7,1% i premi di cassa malati in Ticino e correggendo così al rialzo le proposte fatte dagli stessi assicuratori malattia". Raffaele De Rosa, consigliere di Stato a capo del Dipartimento della sanità e della socialità, commenta così a Ticinonews sera la stangata annunciata in conferenza stampa dall'Ufsp. Una decisione, continua, "motivata con l'esigenza di un cosiddetto effetto di recupero, ovvero: il Ticino ha pagato meno premi rispetto a quanto è stato speso".
"Ci sono troppi medici, ospedali, farmacie,..."
Il Ticino, come mostrato dalle diverse grafiche a livello nazionale, è un Cantone "rosso" per quanto riguarda l'aumento dei premi. Un colore che condivide con altri cantoni di frontiera". Questo, spiega De Rosa, è attribuibile essenzialmente a due fattori. "C'è una forte densità di fornitori di prestazione, quindi di chi può fatturare a carico della LAMal, rispetto alla media svizzera". In altre parole "ci sono troppi medici, troppi ospedali, troppi servizi di cure a domicilio, troppi infermieri indipendenti, troppe farmacie, troppi fisioterapiste". Inoltre, "visto che nel settore sanitario è l'offerta che genera la domanda, abbiamo dei consumi e dei volumi di prestazione che sono molto più alti rispetto alla media nazionale". Due aspetti che "generano un aumento della spesa sanitaria e quindi dei premi di cassa malati".
"Il Ticino ha dei margini di manovra"
Ma quindi il Cantone cosa potrebbe fare? "Abbiamo dei margini di manovra, sebbene siano limitati e li sfruttiamo al massimo all'interno del sistema federale". L'esempio degli ospedali "dimostra bene il rigore ticinese, perché se confronta la crescita della parte stazionaria nel medio termine, vedrà che in Ticino questa è molto contenuta e negli ultimi cinque anni è aumentata dell'1.6%, a fronte di un 1% a livello nazionale". Una "piccola differenza dovuta unicamente alla struttura demografica sfavorevole del nostro Cantone". Altri ambiti "sono invece regolati a livello federale e i Cantoni possono fare poco". Per quanto riguarda i medici e la spesa per il settore ambulatoriale, ad esempio, "è da poco tempo che i cantoni hanno dei margini di manovra e abbiamo cercato di sfruttarli tempestivamente, introducendo il blocco di una decina di specialità mediche". In questo ambito "abbiamo un aumento della spesa che supera del 30% la media nazionale, per cui è stato importante intervenire appena ne abbiamo avuto la possibilità". Mentre per quanto riguarda il numero di ospedali, "l'unica cosa che si potrebbe fare è chiudere delle strutture dell'ospedale pubblico".
Cosa intende fare il Ticino?
In Ticino "siamo intervenuti in tutti gli ambiti di nostra competenza o di competenza residua, introducendo il blocco di una decina di specialità mediche, quello sulle nuove autorizzazioni per gli Spitex privati e per gli infermieri indipendenti, riducendo del 2% il valore del punto dei medici. Su quest'ultima misura, ricordiamo, che è prendente presso il Tribunale amministrativo federale un ricorso presentato dall'Ordine dei medici". Il Cantone, ripete, "agisce in numerosi ambiti di sua competenza, anche se limitati, ed è pronto a far di più".
Il voto di domenica
Domenica 28 settembre i ticinesi si esprimeranno su due proposte concrete firmate Ps e Lega dei Ticinesi. Perché non vanno bene? "L'annuncio di oggi potrebbe incidere sull'esito delle votazioni, ma il problema resta il loro finanziamento. Qualora venissero approvate le due iniziative bisognerà capire come finanziarle e una delle opzioni, come già detto da parte dei promotori dell'iniziativa del 10%, riguarda l'aumento delle imposte".

