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Caso Zali
File audio, l’interlocutrice ad Antonella Bignasca: «Oggi lei ha perso la faccia»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Red. Online
5 ore fa
La donna che si sente parlare nelle registrazioni pubblicate su Instagram ha criticato un passaggio dell'articolo del Mattino sulla vicenda: «Accusare furbescamente la sottoscritta di aver "incitato" l'attuale Presidente del Governo chiedendo le dovute spiegazioni la dice lunga su come il suo Movimento tutela e difende i diritti delle donne maltrattate»

C’è un nuovo capitolo nella vicenda relativa ai file audio pubblicati sulla pagina Instagram «sa (… omissis) 1978» in cui un uomo esorta la sua interlocutrice a valutare azioni contrarie alla legge, tra l’altro un esplicito «riempila di botte» (il soggetto al centro di queste parole sembra essere un’altra donna). La donna che si sente parlare ha infatti pubblicato un post su Instagram in cui si rivolge all’editrice del Mattino della Domenica, Antonella Bignasca. In un articolo relativo al caso scoppiato in questi giorni che, lo ricordiamo, riguarda il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, il settimanale scrive infatti che i famosi file audio «sono di certo frutto di registrazione illecita. Anche la formulazione “suggestiva” delle domande della donna, un qualche interrogativo lo suscita: quel “ma allora tu mi stai dicendo di riempirla di botte?” sembra studiato apposta per incastrare l'interlocutore. Per fargli dire qualcosa di compromettente da poi usare contro di lui».

Il post

«Cara Antonella Bignasca, le scrivo come donna e rivolgo a lei donna il mio pensiero», si legge nel post pubblicato su Instagram. «Distanziarsi dalle gravi affermazioni e furbescamente accusare la sottoscritta di aver "incitato" l'attuale Presidente del Governo chiedendo le dovute spiegazioni ad affermazioni gravissime, la dice lunga su come il suo Movimento tutela e difende i diritti delle donne maltrattate e, più in generale, la violenza in ogni sua forma». Tacere sulla violenza «è anch'essa una violenza e lei dovrebbe vergognarsi, in quanto donna innanzitutto. Non è una questione politica: i comportamenti violenti/abusanti non vanno tollerati né da sinistra né da destra. Oggi lei ha perso la faccia, ne prenda atto».

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