
L’audit esterno da una parte. L’inchiesta amministrativa dall’altra. Il primo, ricordiamo, è stato presentato settimana scorsa alla stampa e ha confermato grossi errori da parte dell'amministrazione nella gestione della vicenda relativa all'ex funzionario del DSS sospeso nel 2018 condannato nel 2021 per violenza carnale e coazione sessuale . Per il secondo il Consiglio di Stato nel dicembre del 2021 ha affermato che “i provvedimenti di natura organizzativa adottati sono ritenuti proporzionati alle informazioni di cui l’Amministrazione Cantonale disponeva”. Due conclusioni che per il Movimento del Socialismo “si contraddicono”. Da qui l’interpellanza inoltrata oggi all’indirizzo del Consiglio di Stato per chiedere a cosa siano dovute queste differenze.
Le domande dell'Mps al Consiglio di Stato:
- Su che base ha potuto affermare che l’agire dell’AC è stato corretto e che i provvedimenti di natura organizzativa adottati erano stati proporzionati alle informazioni di cui l’AC disponeva quando ora le conclusioni dell’audit affermano che l’AC ha commesso errori generali ed errori specifici alla gestione del caso individuale dell’ex funzionario?
- Pensa di sottoporre ad un esame critico la gestione dell’inchiesta amministrativa, che oggi appare perlomeno superficiale se non negligente, da parte del Cancelliere e del Consulente giuridico?
- Come intende dar seguito alle conclusioni dell’audit laddove indicano che sarebbe possibile adottare provvedimenti individuali nei confronti di chi all’interno dell’amministrazione cantonale ha commesso errori nella gestione di questo caso?

