
“È ragionevole sospendere o comunque non mettere in atto il telelavoro per i frontalieri”. È quanto scritto dall’Associazione industrie ticinesi (Aiti) alle imprese associate Farma Industria Ticino (FIT) e Associazione ticinese industria orologiera (ATIO. Ricordiamo che l’Agenzia italiana delle entrate ha stabilito che dal 1° febbraio 2023 se un frontaliere residente nei comuni di confine effettuerà anche un solo giorno intero di telelavoro, esso diventerà tassabile in Italia sull’intero ammontare del reddito, perdendo di fatto lo statuto fiscale di frontaliere. Faranno eccezione i giorni in cui saranno parzialmente occupati da casa. In sintesi, la porzione di reddito dei giorni lavorati da remoto in Italia viene assoggettata a tassazione esclusiva in Italia.
Il contesto
Svizzera e Italia hanno deciso di concludere il 31 gennaio 2023 l’applicazione dell’accordo amichevole del 18-19 giugno 2020, che prevede regole speciali e provvisorie in materia di imposizione del telelavoro e dello smartworking. L’auspicio, si legge in un comunicato, “era e rimane quello che Svizzera e Italia sottoscrivano un nuovo accordo amichevole per regolare il telelavoro fra i due Paesi, impedendo fra l’altro penalizzazioni dal punto di vista fiscale sia dei lavoratori frontalieri sia delle imprese svizzere”.

