
Sulla scorta delle informazioni che abbiamo oggi, dobbiamo temere la stagione fredda, oppure, per esempio con l'acquisto di questa riserva idroelettrica per l'inverno, il rischio di black out è scongiurato?
"Inizierei dalla notizia apparsa ieri nella quale si dice che è stata acquistata energia. In realtà non è così, in Svizzera la disponibilità di energia rimane la stessa. Ieri, tramite un'asta, è stata riservata dell'energia. In pratica Swissgrid ha acquistato delle opzioni, in modo tale che se dovessimo avere problemi di approvvigionamento, specialmente nella primavera del 2023, questa energia -tenuta come riserva nei bacini idroelettrici- sarà a disposizione per poter coprire eventuali mancanze nel periodo critico tra marzo e aprile. Questo se non dovessimo avere ulteriori piogge, se dovessimo avere una meteo molto fredda e se non dovessimo avere disponibilità di importazioni dall'estero. Rimane quest'ultimo il grande tema".
Per quanto riguarda i bacini idroelettrici, visto che abbiamo fatto riferimento anche alla pioggia di questi giorni, l'acqua caduta è sufficiente a ridarci un po' di serenità? Oppure la situazione è comunque difficile?
"La situazione è leggermente migliorata. A livello svizzero, specialmente a nord delle Alpi, siamo messi bene. Il riempimento dei bacini è al 90%. In Ticino, grazie alle piogge, abbiamo raggiunto un riempimento del 60%. Di regola in questo periodo anche nel nostro Cantone siamo al 90%. Oggi, in particolare a causa della siccità e agli scarsi innevamenti dell'inverno passato, a livello di acqua presente nei bacini ci inseriamo nella fascia bassa delle medie pluriennali".
Qualche settimana fa aveva detto che il periodo più critico sarebbe stato tra marzo e aprile 2023, conferma questo scenario o è cambiata la situazione?
"Guardandoci attorno vediamo che la situazione è migliorata. Diverse settimane fa, quando ci eravamo visti, avevamo detto: speriamo nel clima, nella pioggia e che non faccia freddo. Ma anche che non ci siano guasti tecnici negli impianti idroelettrici e nucleari. Dovevamo sperare che in Germania i serbatoi, o le riserve di gas, raggiungessero livelli normali, e questo è accaduto. Il Governo francese ha dichiarato che entro marzo/aprile tutte le centrali nucleari dovrebbero tornare nuovamente in servizio. Resta aperta la questione del gas, in quanto le riserve attuali in Germania coprono 2-3 mesi. Il periodo critico si verificherà a gennaio: quando i nostri bacini idrici saranno vuoti, Germania e Francia avranno energia a sufficienza per vendere a noi svizzeri? Questa grande domanda rimane".
Gli altri stati potrebbero dire "siamo in difficoltà anche noi e vi togliamo l'energia che vi spetta". È questo il timore più grande?
"Questo è il timore ed è per quello che la Confederazione, tramite un'ordinanza, ha fatto sì che Swissgrid potesse acquistare queste opzioni. La Confederazione ha anche deciso di mettere in esercizio centrali ad olio, e ciò sta avvenendo, i preparativi sono in corso. Però sappiamo anche che la Svizzera, sempre d'inverno, deve importare energia e per questo dipende dall'estero. Anche per questo il Governo invia messaggi alla popolazione invitandola a ridurre i consumi. È un'ulteriore misura per ridurre al minimo il fabbisogno di importazione dall'estero nel periodo critico, verso inizio primavera".
Qualcuno sostiene che le misure antispreco siano inutili, mi riferisco ad esempio allo spegnere le lampadine in casa. È un po' una goccia nell'oceano o cambia qualcosa? Ci può dare una risposta su questo punto?
"Con l'illuminazione non riusciamo a ridurre i consumi massicciamente. I veri divoratori di energia sono tutte quelle azioni che creano freddo o caldo, in modo particolare l'acqua calda, il cucinare, il riscaldamento, senza parlare di mobilità o delle attività industriali come un forno siderurgico. Questi sarebbero i grandi consumatori di energia che nel caso in cui venissero spenti porterebbero ad una diminuzione dei consumi".

