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Elezioni suppletive: "L'Ufficio presidenziale del GC si riunisca"
© Gabriele Putzu
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UDC Ticino richiede una riunione urgente dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio e di riprendere la sua iniziativa inevasa di dicembre 2022, che vuole togliere il divieto di svolgere votazioni ed elezioni cantonali durante l’estate.

La decisione del Governo di non organizzare elezioni suppletive per sostituire il posto vacante lasciato da Marina Carobbio al Consiglio agli Stati, sta lasciando diversi rappresentanti di partiti costernati, da Amalia Mirante all’UDC. Quest’ultimo, in un comunicato stampa odierno sottolinea come non sembra “né legale né ragionevole lasciare vacante la rappresentanza del Cantone nella Camera Alta”, chiedendo una riunione urgente dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio e di riprendere la sua iniziativa inevasa di dicembre 2022, che vuole togliere il divieto di svolgere votazioni ed elezioni cantonali durante l’estate.

Una riunione d’urgenza dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio

Il partito di destra sottolinea come non organizzare le elezioni supplettive abbia suscitato “forti perplessità e smarrimento nel Cantone”. L’UDC richiede quindi una riunione d’urgenza dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio per fare chiarezza sulle motivazioni del governo e valutare eventuali passi da intraprendere. “Riteniamo che la via istituzionale parlamentare da noi scelta – si legge sul comunicato – permetterà di dare le necessarie rassicurazioni ai cittadini ticinesi per ciò che riguarda la legalità della decisione e le garanzie di esercizio dei diritti popolari”.

Iniziativa parlamentare

Per risolvere il problema sottolineato dal partito, l’UDC richiede di “affrontare subito” la sua iniziativa parlamentare formulata e depositata a dicembre 2022, sulla modifica sulla Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP), con la proposta di emendare la LEDP sopprimendo il divieto di tenuta di elezioni e votazioni cantonali nei mesi di luglio e agosto. Una legge che viene considerata come superata dai fatti e non più necessaria, poiché questa “trae verosimilmente origine dai tempi in cui buona parte dei cittadini, dediti all’attività agricola e di pastorizia, nei mesi di luglio e agosto non poteva rapidamente recarsi al proprio Comune di domicilio”.

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