
Emergono nuovi dettagli sul rapimento del piccolo Eitan Biran, unico superstite della tragedia del Mottarone, che si trova attualmente a casa del nonno Shmuel Peleg, non lontano da Tel Aviv, dopo aver volato da Lugano con un jet privato.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, poco prima della partenza dell’aereo, l’auto che stava raggiungendo Agno avrebbe “superato indenne perfino il controllo di una pattuglia della polizia elvetica mentre fuggiva. La Golf era guidata da un misterioso autista israeliano e sulla quale c’era il nonno e il nipotino rapito nel Pavese e nei cui confronti era stato diramato un allerta internazionale per impedire che lasciasse l’Italia”.
Sempre secondo il quotidiano italiano, quello della polizia ticinese sembra essere stato “un normale controllo dove vengono identificati Peleg, Eitan e il conducente, G. A. A., 50 anni, un cittadino israeliano”. Nessuna verifica neppure ai controlli all’imbarco, “dove Peleg si presenta con un minorenne senza avere un documento che gli consenta di portarlo con sé. Alle 18,25 il Cessna 680 atterra a Tel Aviv”.
“Nessun controllo da parte della Cantonale”
Da noi contattata, la Polizia cantonale ci ha però riferito che “nessuna delle tre persone menzionate nell’articolo è stata controllata dagli agenti della Cantonale”. Va precisato che questo non esclude un controllo da parte del corpo delle guardie di confine.
“Eitan sta bene”
Intervistato dalla tv israeliana, Peleg ha affermato che Eitan “si trova a casa sua in Isreale ed è felice. Da grande mi dirà: nonno hai fatto tutto il possibile per salvarmi”.
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