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Ticino
Divieto di smartphone a scuola: «C'era la necessità di rafforzare le misure»
© CdT/Gabriele Putzu
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Red. Online
5 giorni fa
La direttrice del DECS, Marina Carobbio-Guscetti: «Bisogna costruire un'alleanza con i genitori, sensibilizzare ai rischi di un utilizzo eccessivo soprattutto al di sotto di una certa età dei dispositivi elettronici o dei social»

Il divieto di usare i telefoni cellulari e altri dispositivi personali digitali connessi alla rete sarà esteso in Ticino a tutta la scuola dell’obbligo. Lo ha deciso il Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport (DECS). Le nuove direttive entreranno in vigore a partire da lunedì 30 marzo.

«Da tempo sia come direttrice del DECS, ma anche come medica, seguo l'evoluzione dell'uso eccessivo nei giovani dei dispositivi elettronici e dei social media e ritengo che ci sia la necessità di intervenire maggiormente a tutela della salute pubblica dei giovani, come pure per ragioni educative», ha dichiarato ai microfoni di Teleticino Marina Carobbio-Guscetti.

Le nuove direttive prevedono, tra le altre cose, che ovunque sulla totalità del perimetro dell’istituto, sia all’interno degli stabili che sul sedime esterno, i telefonini personali degli allievi siano sempre spenti (non solo in modalità aerea) e non visibili dall’inizio fino al termine delle attività. «L'anno scorso avevamo fatto un sondaggio presso le scuole medie dove c'è già il divieto di utilizzo dei telefonini ed era emerso che il divieto è applicato, ma c'è la necessità di rafforzare delle misure, per esempio negli spazi comuni, in occasione delle gite, durante la pausa pranzo, e al di fuori della classe. Abbiamo deciso di estendere queste direttive alle scuole comunali, ma anche di rafforzare le direttive che toccheranno tutti gli spazi scolastici, tutto l'istituto scolastico», precisa a tal proposito la direttrice del DECS.

Carobbio-Guscetti ha parlato della necessità di «costruire un'alleanza con i genitori, di sensibilizzare ai rischi di un utilizzo eccessivo soprattutto al di sotto di una certa età dei dispositivi elettronici o dei social». Se da una parte c'è un'attività di divieto e di controllo, dall'altra c'è la prevenzione e in questo «la scuola svolge un ruolo educativo, parlando ad allieve e allievi della necessità di un uno consapevole».