Cerca e trova immobili
Abusi a scuola
Direttore in manette, raffiche di domande al Governo
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 anni fa
Il Plr e i deputati Fiorenzo Dadò (Il Centro) e Sabrina Aldi (Lega) chiedono chiarimenti al Consiglio di Stato sul 39enne finito in manette: "Campanelli d’allarme inascoltati?"

La politica si muove sul caso del direttore della scuola media del Luganese, finito in manette con l'accusa di atti sessuali con fanciulli. Dopo l’MpS, anche il Plr e i deputati Fiorenzo Dadò (Il Centro) e Sabrina Aldi (Lega) hanno deciso di interpellare il Consiglio di Stato. 

Plr, “il docente era o non era stato oggetto di segnalazioni all’interno della scuola?”

Per il Plr quanto successo è un fatto che "ha scosso tutti e che non può che preoccupare la società intera, ma soprattutto i genitori", si legge nell'interpellanza firmata da Cristina Maderni. Per il partito è particolarmente preoccupante il fatto che il direttore del DECS abbia dichiarato sulla stampa che “nei confronti del 39enne non ci sono mai state segnalazioni”. Eppure pochi giorni dopo è emersa la notizia che già nel 2017 erano state fatte delle segnalazioni sul docente alla direzione. "Ci risulta inoltre che già lo scorso anno, durante l’ora di classe, gli allievi avrebbero segnalato al proprio docente di classe  atteggiamenti inappropriati tenuti da colui che oggi è direttore ed è oggetto dell’indagine", scrive il Plr, che si pone numerose domande. “Dove sta la verità? E cosa possiamo intraprendere per rendere sempre più difficile il ripetersi di simili episodi, sia a livello procedurale sia sul piano della prevenzione?”. Da segnalazioni ricevute dal partito, viene aggiunto, il docente "sarebbe stato solito, oltre a svolgere le sue lezioni, anche organizzare spettacoli di fine anno e accompagnare gli allievi in gite scolastiche". Maderni chiede dunque al Consiglio di Stato se “il docente era o non era stato oggetto di segnalazioni all’interno della scuola?”, “quali accertamenti e valutazioni sono state fatte dal DECS prima di procedere alla nomina a direttore in questione?” e se “la scuola ticinese fa abbastanza per prevenire queste situazioni inaccettabili? Ci risulta infatti che alcuni progetti di prevenzione siano stati abbandonati o quantomeno sospesi. Corrisponde al vero?". 

Dadò e Aldi, "i precedenti non bastavano per fare aprire gli occhi?"

"Quanto finora emerso necessita di importanti e puntuali chiarimenti da parte del Consiglio di Stato, ancor più che non è il primo caso a destare forti perplessità". È quanto rilevano il presidente de Il Centro Fiorenzo Dadò e la deputata leghista Sabrina Aldi nell'interpellanza inoltrata al Governo, ricordando al contempo "la questione nebulosa emersa in gennaio sul docente cinquantenne spostato alla chetichella in altra sede, dopo che il DECS aveva saputo della sua relazione con un’allieva sempre minorenne". Sul caso del 39enne arrestato negli scorsi giorni, i due granconsiglieri mettono in discussione in particolare la nomina del docente a direttore e il suo "inaspettato trasferimento" in un'altra sede di scuola media "per ragioni che non si conoscono".

Dadò e Aldi si soffermano inoltre sul fatto che l’autorità scolastica cantonale, cinque anni fa, affidò al direttore (allora docente) l’incarico di proporre un percorso formativo legato all’affettività e all’educazione sessuale agli allievi di terza media nell’ambito della sua tesi che stava affinando nel 2017-2018 per ottenere l’abilitazione all’insegnamento dal Dfa. "Percorso formativo avviato senza che vi fosse stata una preventiva informazione alle famiglie degli allievi che solo dopo aver dimostrato non poche rimostranze hanno ricevuto le necessarie informazioni", sottolineano. I due deputati riportano anche alcuni stralci della tesi, nella quale è scritto “spetta agli adulti accompagnare i bambini e gli adolescenti verso una sessualità rispettosa, fonte di piacere e ricca di affetto”. Infine viene citato anche il gruppo WhatsApp tra l’allora docente e gli allievi nel quale “venivano trattati temi sensibili e discussioni delicate sul sesso.” Chat nella quale il docente “esortava gli studenti a essere il più possibile sinceri e spontanei senza farsi inibire dalla timidezza e dal pudore anche fuori dagli orari scolastici.”

Da qui le domande, dieci in totale, tra le quali si chiede come valuta il Consiglio di Stato "il fatto che un docente di latino a stretto contatto con minori di 16 anni abbia presentato un lavoro di diploma dal titolo “Odi et amo, alla scoperta dell’affettività e della sessualità attraverso la letteratura classica? Che ruolo hanno avuto gli allievi nella stesura del diploma?” E ancora: “corrisponde al vero che i genitori non sono stati preventivamente avvisati del percorso formativo avviato dal docente di latino? Come mai tale docente è stato incaricato di tale progetto sulla sessualità nonostante non avesse nulla a che fare con la sua materia? Chi ha dato questo incarico?”. 

 

I tag di questo articolo