
Oggi il Cantone cercherà di fare luce sulla vicenda che vede coinvolto il direttore di una scuola media del Luganese accusato di atti sessuali con fanciulli. Per le 11 è prevista la conferenza stampa del Dipartimento educazione cultura e sport nella quale, si legge sul comunicato, si vogliono “chiarire le disposizioni vigenti, nonché le buone pratiche che coinvolgono il ruolo del docente e la relativa applicazione della didattica nelle scuole medie.”
L’arresto
Lo scorso 7 settembre Ministero pubblico e polizia cantonale hanno comunicato l’arresto di un direttore 39enne di una scuola media del Luganese. L’accusa nei confronti dell’uomo è di atti sessuali con fanciulli.
I reati e la segnalazione alle autorità
Il direttore 39enne avrebbe avuto rapporti completi con una sua allieva, mentre con un’altra ci sarebbero stati alcuni toccamenti. Entrambe le ragazze, minorenni e amiche l’una dell’altra, sarebbero state consenzienti. Ciò non toglie che i rapporti fossero illegali poiché con minori di 16 anni, così come stabilito dal Codice penale. Il docente ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali completi con un’allieva poco dopo essere stato nominato direttore, definendola “di tipo sentimentale, da entrambe le parti e senza costrizione”. I fatti sono stati segnalati da alcuni genitori venuti a conoscenza della vicenda, i quali hanno informato la polizia cantonale, che, dopo aver interrogato l’allieva e svolto ulteriori accertamenti, si è rivolta al Ministero pubblico.
La lettera alle famiglie degli allievi
Una settimana dopo la Sezione dell’insegnamento medio del DECS ha informato, tramite lettera, gli allievi e le loro famiglie, comunicando"di essere pronti ad ascoltare e accompagnare gli studenti, le famiglie e i docenti con tutto l'aiuto necessario sia in termini di risorse sia di collaborazione". Nella missiva è inoltre stato spiegato che la guida dell’istituto scolastico è stata affidata alla vicedirezione e ai collaboratori di direzione.
Le domande della politica al Consiglio di Stato
Non si è fatta tardare la reazione del mondo politico, il quale, un giorno dopo la notizia dell’arresto, ha subito interpellato il governo sull’accaduto. Il Partito liberale radicale ha chiesto al governo, anche in base alle informazioni uscite sulla stampa, se il docente fosse o non fosse stato oggetto di segnalazioni all’interno della scuola e, ancora, se la scuola ticinese fa abbastanza per prevenire queste situazioni. Fiorenzo Dadò (Il Centro) e Sabrina Aldi (Lega), citando il gruppo WhatsApp privato tra docente e allievi e la tesi per l’abilitazione sul tema della sessualità hanno chiesto se i precedenti non bastassero per fare aprire gli occhi. Anche il Movimento per il Socialismo ha interpellato il governo dicendo che “quanto accaduto deve essere preso sul serio e necessita chiarimenti”.
La perizia psichiatrica
L’uomo sarà sottoposto ad una perizia psichiatrica. A ordinarla il procuratore pubblico Roberto Ruggeri, titolare dell’inchiesta.
Pronto a dimettersi e a collaborare
Negli ultimi giorni ha parlato l’avvocato difensore del 39enne dicendo che il suo assistito, se sarà riconosciuto colpevole, si assumerà tutte le responsabilità ed è pronto a presentare le dimissioni dalla carica di direttore e docente. Di ieri, infine, la comunicazione del legale di fiducia del direttore, il quale ha affermato che “ il mio assistito conferma l’intenzione di collaborare con le autorità affinché possano essere accertati i fatti con celerità”.

