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Il ricordo
Dick Marty, "Il Cantone ha perso una figura di spicco"
© Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
È il commento del Consiglio di Stato all'indomani del decesso dell'ex consigliere di Stato e agli Stati ticinese.

"Il Consiglio di Stato ha preso atto della scomparsa dell’ex Consigliere di Stato Dick Marty ed esprime la propria tristezza e partecipazione. Il nostro Cantone ha perso una figura di spicco, che si è distinta nei campi della giustizia e della politica durante gli ultimi 50 anni". Così il governo ticinese esprime il proprio cordoglio all'indomani della morte dell'ex consigliere di Stato e agli Stati ticinese, rivolgendo ai congiunti di Dick Marty un deferente pensiero di affetto, facendosi interprete dei sentimenti di tutta la comunità ticinese.

Una vita tra giustizia e politica

Laureatosi in giurisprudenza all'università di Neuchâtel, Marty è stato nominato procuratore pubblico del Canton Ticino nel 1975. Ha ricoperto questo ruolo fino alla fine degli anni Ottanta, impegnandosi a fondo nella lotta alla criminalità organizzata, al riciclaggio di denaro e al traffico di droga. È entrato in Consiglio di Stato nel 1989, come successore di Claudio Generali, e ha diretto per sei anni il Dipartimento delle pubbliche costruzioni e il Dipartimento delle finanze e dell’economia; nel 1992, ha ricoperto la carica di Presidente del Governo. Tra i diversi temi da lui seguiti durante l'attività in Governo, vanno ricordati in particolare la nuova trasversale ferroviaria alpina (oggi meglio nota come AlpTransit), progetto cruciale per il nostro Cantone che appoggiò e sostenne con convinzione fin dalle prime fasi di lavoro. Nel 1995 Dick Marty fu poi eletto al Consiglio degli Stati, rimanendo in carica per quattro Legislature. Oltre a rappresentare il nostro Cantone nella Camera alta del Parlamento federale, nello stesso periodo assunse la presidenza di Svizzera Turismo (1996-2007) e il ruolo di membro dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (1998-2011). Il suo impegno pubblico contro le ingiustizie, la discriminazione e gli abusi della guerra al terrorismo lo portò a ottenere diversi riconoscimenti tra cui uno Swiss Award e il titolo di personalità svizzera più popolare del 2007, insignitogli dalla stampa estera in Svizzera.