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Ticino
“Decisioni positive, ma sugli assembramenti...”
Marco Jäggli
5 anni fa
Raffaele de Rosa è soddisfatto delle decisioni del Consiglio federale, anche se la decisione di togliere il limite agli assembramenti a suo dire “contraddice un po’ il principio di proporzionalità e gradualità delle misure”. Si parla anche di creare centri di test per l’estate nel caso in cui le farmacie fossero troppo oberate

Riaperti gli interni dei ristoranti e limiti più ampi per sport, eventi e manifestazioni, con addirittura l’annullamento del limite di 15 persone per gli assembramenti all’esterno. Queste le decisioni odierne del Consiglio federale, in vigore da lunedì 31 maggio, viste di buon occhio anche da Raffaele de Rosa ha espresso la sua soddisfazione, salvo forse per un punto. Nell’intervista a Teleticino il direttore del DSS si è anche soffermato sulla prossima apertura della campagna vaccinale agli over 16 e sulla possibilità di aprire centri di test per aiutare a smaltire il flusso durante le vacanze.

Secondo lei è un passo nella buona direzione?
“Salutiamo molto positivamente la decisione del Consiglio federale, che ha addirittura deciso di andare oltre le proposte messe in consultazione il 12 maggio. Questo è possibile grazie al sensibile miglioramento della situazione epidemiologica oltre ai progressi nella campagna di vaccinazione. A livello ticinese bisogna tornare allo scorso ottobre per vedere un numero così basso di casi e ospedalizzazioni. Sono due giorni inoltre che non abbiamo più pazienti in cure intense”.

Dal punto di vista sanitario gli assembramenti spontanei per gli europei non la preoccupano?
“Va fatta qui una distinzione tra assembramenti ed eventi legati agli europei. Per questo genere di manifestazioni con pubblico vigono sempre delle limitazioni, mentre per gli assembramenti c’è forse la decisione più eclatante: oggi c’è un limite di 15 persone e a partire da lunedì non ci sarà più alcun limite e nessuna regola. Questa decisione contraddice un po’ il principio di proporzionalità e gradualità delle misure, che viene ancora implementato negli altri ambiti”.

Quindi è un po’ scettico su questo aspetto?
“Sarà una situazione nuova da gestire e faremo appello alla responsabilità e al buonsenso dei cittadini. Abbiamo imparato e sappiamo come comportarci”.

Ieri avete comunicato che il 20% della popolazione ha ricevuto le due dosi del vaccino. Cosa accadrà nei prossimi giorni, visto che Berset ha detto che in giugno probabilmente tutti potranno vaccinarsi?
“La campagna prosegue molto bene, siamo uno dei cantoni che vaccina di più e già da diversi giorni manteniamo il ritmo di circa 20’000 vaccinazioni alla settimana. In totale sono 205’000 dosi somministrate e durante il weekend è attesa un’ulteriore, importante fornitura da parte di Moderna che darà ulteriore slancio alla campagna vaccinale. A breve intendiamo inoltre estendere la vaccinazione anche a tutti i maggiori di 16 anni, senza continuare per decade come abbiamo proceduto finora. Ma una volta vaccinate tutte le persone a rischio tutta la popolazione over 16 potrà avere accesso al vaccino”.

Questa mattina la Clinica Moncucco ha annunciato che non eseguirà più tamponi diagnostici su persone sane o asintomatiche dopo il 31 maggio. Con l’apertura delle frontiere e l’arrivo delle vacanze le farmacie non rischiano di essere oberate?
“Sappiamo che la richiesta è molto alta e la capacità delle farmacie non è infinita. Per questo è importante organizzarsi e prevedere anche per tempo degli appuntamenti. Non escludiamo di poter improntare possibili centri di test in futuro per poter sopperire a queste eventuali mancanze durante il periodo estivo. Questo perché osserviamo che c’è molto interesse in merito, specialmente per via delle restrizioni di viaggio”.

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