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Consiglio di Stato
De Rosa: "Penso fosse importante dare un segnale di continuità e stabilità”
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il nuovo consiglio di Stato ha prestato giuramento questa mattina a Bellinzona. “Il Governo dovrà farsi garante della giustizia sociale” ha detto nel suo discorso il presidente del tribunale d’appello Damiano Bozzoni. Dopo la parte ufficiale il nuovo esecutivo si è chiuso in seduta dove ha scelto di mantenere invariata l’assegnazione dei dipartimenti. Marina Carobbio guiderà il DECS, mentre De Rosa resta al DSS.

L’entrata dei cinque eletti è salutata da uno scrosciante applauso della sala del Gran Consiglio, affollata di famigliari, amici, rappresentanti politici che dopo la maratona di domenica oggi hanno seguito questo momento di solennità democratica in cui Norman Gobbi, Claudio Zali, Christian Vitta, Raffaele De Rosa e Marina Carobbio, in quest’ordine per anzianità di servizio in Governo, hanno giurato fedeltà alla costituzione e alle leggi. Il focus della giornata era comunque rivolto all'assegnazione dei Dipartimenti: nessun ricambio. 

Una legislatura "ricca di sfide”

Una giornata di festa, come definita dal presidente del Tribunale d’appello Damiano Bozzini, che precede una legislatura che sulla carta si preannuncia ricca di sfide, a cui il Governo dovrà rispondere. Rivolgendosi agli eletti, Bozzini ha voluto insistere sul concetto di giustizia sociale, la cui garanzia oggi è in mano all’esecutivo. Un Consiglio di Stato – ha proseguito il presidente del Tribunale d’appello – che ha la responsabilità di garantire diritti anche ai più vulnerabili, di eliminare gli svantaggi sociali, le discriminazioni e tutelare l’uguaglianza di genere. Un discorso, dunque, incentrato sulle responsabilità degli eletti verso il proprio paese di fronte ad un periodo ricco d’incognite, per cui bisognerà rimboccarsi le maniche. E dopo un veloce aperitivo il nuovo Consiglio di Stato si è infatti già riunito per la sua prima seduta.

Gobbi: “Un momento istituzionalmente permeante”

Per il direttore del DI Norman Gobbi si tratta della quarta cerimonia. “Anche se non è più come la prima volta, istituzionalmente si tratta di un momento sempre molto permeante visto che si dà la propria parola nel rispettare le leggi e la costituzione, ma soprattutto di servire il Paese. E lo farò per la quarta volta e sempre come il più giovane in Governo”.

Zali: “Non perdo mai le motivazioni”

Per Claudio Zali si tratta invece della terza cerimonia, ma l’entusiasmo è rivolto piuttosto verso il lavoro che c’è da fare. “Non si perdono mai le motivazioni, anzi, cammin facendo se ne trovano sempre di nuove. C’è ancora tanto da fare e spero di fare dei passi in avanti in questi prossimi quattro anni”.

Vitta: “Dopo mesi di campagna possiamo festeggiare”

Felice della giornata c'era anche il direttore del DFE Christian Vitta, che ci ha detto che questi "sono sempre momenti emozionanti e carichi di tanta gioia. Dopo mesi di campagna elettorale si festeggia con i propri cari il momento dell’insediamento, quindi sono momenti belli".

Carobbio: “Il nostro è un lavoro congiunto nell’interesse del Cantone”

“Sono soddisfatta. Penso che i temi della formazione, dell’educazione e della cultura sono importanti sia per il nostro Cantone sia per il suo futuro e sviluppo”, ci ha detto la neoeletta Marina Carobbio. Essendo un’esperta in campo medico, il DSS sarebbe stato gradito? “Sicuramente il DSS è un Dipartimento interessante, ma bisogna guardare anche a cosa succede al di fuori del proprio Dipartimento”. In questo senso Carobbio ci ha spiegato che assieme ai colleghi consiglieri, si discuterà “anche delle loro questioni, com’è giusto che sia. Il nostro è un lavoro congiunto che dobbiamo mandare avanti nell’interesse del Ticino”. Nei prossimi giorni ci si metterà subito al lavoro in veste di direttrice del DECS, “perché i dossier da approfondire sono tanti, quindi prenderò contatto con i vari responsabili del mio Dipartimento. Poi nelle prossime settimane valuterò quali sono le priorità sulle quali voglio lavorare”. Carobbio ribadisce inoltre l’importanza dei temi affrontati dal suo Dipartimento, “fondamentali per lo sviluppo del Cantone, quindi l’impronta sarà di sostenere questi settori”. Un'altra missione è “difendere chi è più in difficoltà, come i settori e le fasce della popolazione più fragili per fare del bene comune, come sosteneva anche Bozzini”.

De Rosa: “Era importante dare un segnale di continuità”

Durante la festa Raffaele De Rosa non ha nascosto di essere stato “molto onorato di aver diretto un Dipartimento così importante”. Ma a colpirlo maggiormente sono stati i risultati della votazione “straordinaria che ho fatto”. Con uno sguardo rivolto anche a questo impegnativo quadriennio “penso che fosse importante dare un segnale di continuità e stabilità”. Unendo questi due elementi “in maniera collegiale”, i consiglieri hanno deciso all’unanimità di “mantenere i rispettivi dipartimenti per i consiglieri uscenti  e affidare a Marina Carobbio la direzione del DECS”. Una riunione durata molto in quanto sono stati discusse anche le modalità di lavoro, le sfide future nonché l’importanza di garantire un lavoro di squadra. “Il tutto anche verso il Parlamento, che è uscito dalle elezioni più frammentato, quindi è stata una discussione intensa specialmente guardando al quadriennio che ci aspetta”. Commentando i quattro anni appena passati, De Rosa non nasconde che sono stati molto intensi, “durante i quali abbiamo lavorato alacremente su eventi straordinari, ma anche su altre iniziative come la pianificazione anziani e l’avvio dell’importante cantiere della pianificazione ospedaliera”. Il numero di dossier aperti è però ancora abbastanza elevato, “basta pensare all’Unità di cura integrata per minorenni o alla revisione della Legge giovani”. Dossier che vanno costantemente alimentati e poi attuati, quindi i cantieri aperti sono ancora diversi “ma intendo continuare a svilupparli e concretizzarli”.