
Che sia la quarta o la prima a cui si prende parte, la cerimonia d’insediamento per tutti e cinque i consiglieri di Stato eletti è sempre un momento solenne ed emozionante. “Una festa”, come è stata descritta dal presidente del Tribunale d’appello Damiano Bozzini, prima di dare il via a une legislatura che, tra manovra di risanamento, pensioni statali, crisi idrica e costi della salute si preannuncia sin d’ora impegnativa e in salita.
La cerimonia
I consiglieri di Stato Norman Gobbi, Claudio Zali, Christian Vitta, Raffaele De Rosa e Marina Carobbio sono stati accolti in prima fila nella sala del Gran Consiglio, attorniati da familiari, amici, delegazioni municipali e colleghi di partito. La cerimonia è stata aperta con le congratulazioni di Bozzini, seguite dalla dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei “ministri” in ordine di anzianità di carica. “La cerimonia odierna è un momento istituzionale formale ma anche un evento in cui tutto il Ticino si congratula con i consiglieri di Stato”, ha detto Bozzini prima di sottolineare la grande responsabilità conferita dalla carica.
Il ruolo dei politici
“Nell’alto di questa sala troneggiano i busti di alcuni dei padri della nostra patria. È anche grazie a loro se oggi siamo qui a celebrare la democrazia”, ha aggiunto Bozzini. “Tra di loro anche Stefano Franscini, il più alto uomo di Stato che ha avuto l’onore di avere il Ticino. In lui si è vista la responsabilità del politico, il suo obiettivo supremo del perseguimento del bene comune”. In questo senso la giustizia va sì intesa come tutela dei diritti dell’individuo “ma anche come giustizia sociale, la cui garanzia è oggi nelle mani del Governo. A lui la responsabilità di garantire i diritti anche ai più vulnerabili, l’eliminazione degli svantaggi sociali e della discriminazione, l’uguaglianza di genere”. I diritti nel nostro paese “sembravano aver raggiunto un alto livello, ma alcuni fenomeni contingenti ci dicono che non tutto è scontato alla luce della globalizzazione, dei flussi migratori e dei conflitti. Non meno pressante è l’accesso al mercato del lavoro. I giovani si allontanano dalle istituzioni, sono preoccupati per il clima e per il loro futuro”. “Sarete voi”, ha detto rivolto agli eletti, “a governare su tutti loro quali garanti della giustizia del nostro paese”.
L’ordine del giorno
Seguirà a breve la prima seduta di Governo nel corso della quale sarà discussa la ripartizione dei Dipartimenti. Le voci su un possibile arrocco tra Raffaele De Rosa e Marina Carobbio si fanno sempre più insistenti. All’ordine del giorno è previsto anche un altro tema caldo: la possibilità di indire delle elezioni suppletive per il Consiglio agli Stati dopo l’elezione di Carobbio. Tuttavia, fino a domenica, a parte Manuele Bertoli nessuno degli altri “ministri” sembrava voler andare in questa direzione.

