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Cassa malati
De Rosa: «Dopo tanti anni le misure stanno dando risultati, ma nessuno si chiami fuori»
Redazione
3 ore fa
Il direttore del DSS commenta l’aumento del 3,7% dei premi di cassa malati in Ticino, inferiore al 5% nazionale: «Dato incoraggiante, ora bisogna insistere». Ma il premio medio, quasi 520 franchi al mese, resta il più alto della Svizzera.

Per una volta il Ticino incassa un aumento dei premi di cassa malati inferiore alla media nazionale. Nel 2027 l’incremento sarà del 3,7%, contro il 5% calcolato sull’insieme della Svizzera. Una «stangatina» rispetto a quelle degli ultimi anni, che però porta il premio medio cantonale a 519,90 franchi al mese, il più elevato del Paese, davanti a Ginevra con 508,60 franchi. Un dato che non basta quindi a cancellare le preoccupazioni. «Questo aumento fa seguito agli aumenti consistenti degli ultimi anni, che gravano sulle spalle di tutta la popolazione ticinese», commenta il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa.

«Abbiamo sfruttato tutti i margini concessi ai Cantoni»

De Rosa rivendica le misure adottate negli ultimi anni dal Cantone per cercare di frenare la crescita della spesa sanitaria. «L’autorità cantonale ha messo in campo numerosi strumenti e diverse misure, sfruttando appieno i margini residui che la LAMal federale concede ai Cantoni». Il direttore del DSS cita in particolare «il blocco di otto specializzazioni mediche: siamo tra i Cantoni più rigorosi e incisivi in questo ambito», così come «il blocco degli infermieri indipendenti degli Spitex privati. Siamo stati il primo Cantone a introdurlo e altri hanno preso esempio dal Ticino». Tra gli interventi figurano anche la riduzione del valore del punto nell’ambito delle prestazioni negli studi medici, i progetti di prevenzione e promozione della salute e il sostegno a progetti pilota per favorire le cure ambulatoriali. «L’obiettivo è avere cure più adeguate per i pazienti e, nel contempo, che costino anche meno».

«Sono misure necessarie, anche quando sono dolorose»

Alcune decisioni cantonali hanno però suscitato forti contestazioni, come il contributo richiesto agli utenti delle cure a domicilio. De Rosa difende la linea seguita. «Ogni intervento che viene proposto viene spesso ostacolato. Quando abbiamo introdotto il blocco per determinate specializzazioni mediche ci sono stati ricorsi, ma il Tribunale amministrativo ha dato totalmente ragione all’autorità cantonale».

Secondo il direttore del DSS, il legame con i premi è diretto. «Sono interventi necessari per garantire la sostenibilità del sistema, perché i costi sanitari hanno un impatto diretto sui premi di cassa malati. È importantissimo riuscire a prendere quelle misure, anche dolorose, che sono necessarie per contenere la crescita della spesa sanitaria». De Rosa porta l’esempio proprio delle cure a domicilio: «I dati aggiornati dimostrano come il nostro Cantone sia riuscito a riportare la crescita su un sentiero più sostenibile, del 4-5%, a fronte invece di un +15% che osserviamo ancora a livello nazionale».

«La strada imboccata è quella giusta»

Il +3,7% ticinese, inferiore alla media nazionale, rappresenta dunque un primo segnale positivo? Per De Rosa, sì. «Il fatto di avere finalmente, dopo tanti anni, un dato per il Canton Ticino più basso della media nazionale è incoraggiante e dimostra che le misure messe in campo in questi anni stanno dando risultati». Non è però il momento di fermarsi. «Occorre insistere, moltiplicare gli sforzi, perché la strada imboccata, la strada tracciata è quella giusta. Occorre continuare con ulteriori misure a livello cantonale e stimolare interventi a livello federale, perché le riforme più incisive riguardano il sistema LAMal».

Il direttore del DSS indica il catalogo delle prestazioni, i sistemi tariffali e la spesa per i medicamenti tra i settori nei quali il margine dei Cantoni rimane limitato. «È necessario che tutti gli attori del settore sanitario assumano le proprie responsabilità e capiscano che è importante che ciascuno faccia la propria parte e che nessuno si chiami fuori».

La ricandidatura? «Una riserva ancora da sciogliere»

Resta infine aperta la questione del suo futuro politico. Alla domanda se questa sia stata l’ultima volta che si è trovato a commentare da direttore del DSS l’annuncio dei nuovi premi, De Rosa non scioglie il nodo. Precisa, invece, come funziona la procedura di annuncio dei premi, «che viene fatto dall’autorità federale, non è una competenza dei Cantoni», che ricevono le informazioni soltanto poche ore prima della conferenza stampa di Berna. Quanto alla futura composizione del Governo e all’attribuzione dei dipartimenti, rinvia alla seduta del 7 ottobre e alle successive valutazioni del Consiglio di Stato. E sulla possibile ricandidatura resta ancora abbottonato: «È una riserva da sciogliere nelle prossime settimane».