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Premi di cassa malati: in Ticino aumento «contenuto» del 3,7%, ma paghiamo più di tutti
©Chiara Zocchetti
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3 ore fa
Il prossimo anno il premio medio in Svizzera sarà di 412 franchi al mese (+5%): nel nostro cantone la cifra sale a 519,90 franchi al mese
33 minuti fa
Tanti partiti, tante proposte diverse contro il rincaro dei premi

Dopo l'annuncio dell'aumento medio del 5% dei premi dell'assicurazione di base per il 2027, i partiti svizzeri hanno presentato le loro ricette per far fronte alla situazione. Le proposte spaziano da sovvenzioni dirette a riforme strutturali del sistema sanitario.

Il Partito socialista ha lanciato un'iniziativa per ridurre i premi: due mensilità gratuite all'anno per gli adulti e sei per i bambini, con un alleggerimento per il 90% della popolazione. Il finanziamento arriverebbe da un'imposta sui redditi elevati e da un moderato aumento dell'imposta sugli utili delle imprese. La consigliera nazionale sangallese Barbara Gysi definisce questa soluzione «solidale». Il sistema attuale con i vari modelli assicurativi e le riduzioni cantonali resterebbe invariato.

Il Centro ha presentato un piano in cinque punti per intervenire sui costi e sugli incentivi sbagliati. Tra le richieste: trasferire integralmente ai contribuenti gli sconti sull'acquisto dei farmaci, rafforzare le cure di base, legare la remunerazione delle prestazioni a qualità ed esito delle cure, attuare il dossier sanitario digitale per evitare esami duplicati e potenziare la prevenzione.

Il Partito liberale radicale (PLR) critica l'aumento dei premi e attribuisce la colpa al Centro, che in Parlamento bloccherebbe riforme cruciali. Il problema principale, secondo i liberali, è l'«espansione dei volumi», cioè le cure inutili: circa il 30% delle spese sanitarie sarebbe «puro spreco». Il PLR vuole ripresentare una mozione intitolata «Qualità invece di quantità», per pagare l'esito delle cure e non il numero di trattamenti. Accusa nove consiglieri agli Stati del Centro di aver affossato la proposta pochi mesi fa e offre ora loro una seconda chance.

I Verdi propongono un cambio di sistema: sostituire gli attuali premi pro capite con fatture di cassa malati commisurate al reddito. Una proposta in tal senso sarà discussa questa settimana in Consiglio nazionale. Il partito si basa su sondaggi secondo cui la maggioranza della popolazione favorirebbe questo modello. Si tratta di evitare che i premi del 2027 diventino «i più convenienti per il resto della vita», argomentano gli ecologisti.

Il principale partito svizzero, l'Unione democratica di centro (UDC), non ha ancora preso posizione sul tema.

un'ora fa
Il presidente dei direttori cantonali «Il sistema è buono, quindi costa»

Il sistema sanitario svizzero è buono e quindi ha un costo, ma la politica deve frenare la crescita degli oneri: lo afferma Lukas Engelberger, presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDC), nel giorno della comunicazione dei premi di cassa malati 2027.

L'ampio catalogo delle prestazioni dell'assicurazione di base va a vantaggio dei pazienti, spiega all'agenzia Keystone-ATS il consigliere di stato di Basilea Città. Un alleggerimento dell'onere degli assicurati dovrebbe arrivare dal 2028 con il cosiddetto EFAS, il finanziamento uniforme delle prestazioni: secondo l'esponente del Centro comporterà da un lato una maggiore responsabilità finanziaria per i cantoni e dall'altro un miglioramento dello scambio di informazioni, come pure l'eliminazione di incentivi distorti.

Per il vicepresidente della CDC Pierre Maudet sono necessarie misure ad ogni livello. I cantoni devono sfruttare appieno gli strumenti a loro disposizione: il consigliere di stato ginevrino ha fatto riferimento in particolare alla pianificazione, alla qualità e alla prevenzione. A suo avviso le autorità cantonali devono anche disporre dei dati e degli strumenti necessari per gestire meglio i costi ed eliminare gli incentivi sbagliati.

un'ora fa
Per Prio.swiss è neccessario «applicare rapidamente le riforme»

Tutti gli attori del settore sanitario e la classe politica devono fare fronte comune per contribuire a realizzare i miglioramenti necessari nel ramo: è l'auspicio avanzato oggi dall'associazione degli assicuratori malattia Prio.swiss, nel giorno della comunicazione dei premi di cassa malati 2027.

«Un aumento medio del 5% è rilevante per molte famiglie ed è una progressione che non deve ripetersi ogni anno», afferma Saskia Schenker, direttrice di Prio.swiss, citata in un comunicato. «Noi ci impegniamo costantemente per garantire un'assicurazione di base di qualità, ma al contempo accessibile: chiediamo che tutti gli attori si impegnino a loro volta a far sì che le prestazioni rimangano finanziabili e che, insieme, attuino il più rapidamente possibile le riforme e i miglioramenti necessari».

Prio.swiss chiede una veloce applicazione della pianificazione ospedaliera cantonale, un'attuazione coerente delle riforme approvate - a partire dal pacchetto di contenimento dei costi - nonché correzioni in caso di abuso nell'assistenza prestata dai familiari.

L'organismo promette di impegnarsi affinché, nell'ambito della nuova struttura tariffaria per le prestazioni mediche ambulatoriali, gli effetti sugli oneri siano attentamente monitorati, la neutralità dei costi sia rispettata e gli sviluppi indesiderati vengano corretti in modo mirato. Inoltre secondo l'associazione è necessaria una maggiore trasparenza riguardo alle prestazioni che il Consiglio federale, il parlamento o i tribunali inseriscono nel catalogo dell'assicurazione malattia obbligatoria.

un'ora fa
USS: «Urge un freno legislativo ai premi di cassa malati»

Secondo l'Unione sindacale svizzera (USS) i premi dell'assicurazione malattia di base hanno ormai raggiunto per molte economie domestiche il limite del tollerabile: urge quindi un freno legislativo alla loro crescita.

Un'assistenza sanitaria di alta qualità e accessibile a tutti ha naturalmente un costo, riconosce l'organizzazione in un comunicato odierno. «Non è però certo una legge di natura che essa venga finanziata in modo così antisociale, con centinaia di milioni di franchi provenienti dai premi che vengono sperperati a scopo di lucro e che si disperdono in processi inefficienti».

E soprattutto, non è una legge di natura che i premi aumentino costantemente di pari passo con i costi: il parlamento potrebbe modificare la legge e limitare la progressione, ad esempio, al 3%. È proprio quanto chiede una mozione del presidente dell'USS Pierre-Yves Maillard, che sarà trattata domani dal Consiglio degli Stati. «Gli aumenti dei costi che andassero oltre tale soglia dovrebbero poi essere finanziati tramite imposte sociali o legate al reddito e non attraverso premi pro capite antisociali», argomenta la federazione sindacale.

Secondo l'USS la situazione attuale è dannosa dal punto di vista della politica sanitaria, insostenibile nell'ottica della politica sociale e assurda in termini di politica economica. «Se sempre più persone sono costrette a risparmiare sui premi a scapito del proprio sostentamento, non sono solo i milioni di persone coinvolte a farne le spese: anche l'economia nazionale ne risente». E se sempre più persone si rivolgono alle cure troppo tardi a causa dell'esorbitante quota a loro carico, il costo finirà per aumentare per tutti, conclude l'organismo di difesa dei lavoratori.

2 ore fa
L'associazione degli ospedali H+ chiede «condizioni migliori»

L'associazione degli ospedali H+ chiede condizioni migliori in risposta all'aumento dei premi di cassa malati annunciato oggi. Serve una transizione coerente verso un'assistenza integrata e ambulatoriale e non misure di risparmio a breve termine, afferma in una presa di posizione.

Gli ospedali e le cliniche stanno già dando un contributo significativo al contenimento dei costi, puntualizza H+. Stanno infatti spostando i trattamenti in ambito ambulatoriale, raggruppando le offerte e costruendo reti regionali.

Il progresso medico permette un'assistenza sanitaria di alta qualità, ma comporta anche un aumento delle spese, mette in risalto l'associazione, di cui fanno parte 218 strutture. Pertanto, è fondamentale utilizzare le risorse finanziarie e umane esistenti nel modo più efficace possibile.

2 ore fa
ACSI: «Aumenti più contenuti, ma gli assicurati attendono risposte dalla politica»

Nel 2027 con il 3.7% di aumento il Ticino rimarrà il cantone con i premi di cassa malati più alti di tutta la Confederazione. L’incremento medio a livello nazionale sarà invece del 5%. Nei Grigioni i premi saliranno del 4.3%.

La tendenza, sottolinea ACSI, non si placa: gli assicurati vedranno il proprio premio LAMal aumentare anche nel 2027, dopo diversi anni di incrementi consecutivi. «La situazione ticinese rimane molto critica: dopo aver superato Ginevra nel 2026, il Ticino resta il cantone con il premio medio più elevato del paese. Una fetta enorme della popolazione, quasi un terzo dei cittadini, fa già ricorso al sussidio cantonale (RIPAM), la cassa malati è una delle cause principali d’indebitamento e vi è un preoccupante aumento delle spese pubbliche legate ai morosi. Gli assicurati ticinesi restano in attesa dell’applicazione concreta delle iniziative approvate lo scorso anno, in particolare dell’Iniziativa per il 10%, appoggiata anche dall’ACSI».

Le due principali specificità ticinesi sono note: età media dei pazienti più elevata e forte densità di fornitori di prestazioni sanitarie. A questo proposito, una recente analisi della SUPSI ha messo in evidenza le eccezionali spese di fisioterapia in Ticino, superiori a quelle di tutti gli altri Cantoni, e che continuano a crescere ad un ritmo maggiore rispetto al resto del paese (+72% fra il 2017 e il 2023 in Ticino, +42% nello stesso periodo in Svizzera).

L’ACSI continua a sostenere la necessità di meglio controllare l’offerta e in particolare di interrompere il circolo vizioso degli incentivi sbagliati, che ricompensano quei fornitori di prestazioni che erogano un numero maggiore di cure e trattamenti. «È altresì importante mantenere alto l’impegno a favore della qualità delle cure, come indicato da  Smarter Medicine – Choosing Wisely Switzerland  per ridurre le cure inutili e potenzialmente dannose».

Ci sono almeno due aree che potrebbero permettere risparmi importanti nel sistema sanitario elvetico: il prezzo dei farmaci e quello delle analisi di laboratorio. «Per quanto riguarda i farmaci, in Svizzera ci troviamo a pagare i generici fra il 40 e il 50% in più rispetto alla media europea, come hanno dimostrato negli ultimi anni svariate indagini di Mister Prezzi. Anche i biosimilari sono del 25-30% più cari nel nostro paese, mentre gli originali sono sopra alla media europea del 15% circa. Le analisi di laboratorio sono carissime nel nostro paese. Mister Prezzi nel 2022 stimava che se le tariffe svizzere per i test di laboratorio venissero adeguate alla media UE, il nostro sistema sanitario risparmierebbe 1,5 miliardi di franchi all’anno. Poco è cambiato negli ultimi 4 anni».

«Nonostante i pesanti e reiterati aumenti dei premi, Consiglio federale e Parlamento hanno preferito evitare polemiche, assecondando le potenti lobby degli attori della sanità e tradendo le aspettative degli assicurati, che continuano ad essere chiamati alla cassa senza avere voce in capitolo».

Cosa fare per far fronte all’aumento dei premi?

L’ACSI ricorda agli assicurati i propri diritti: entro il 30 novembre si ha diritto a cambiare la propria assicurazione di base (LAMal), indipendentemente dalla propria età o condizione di salute. Altri strumenti per ridurre l’impatto degli incrementi dei premi sono l’aumento della franchigia a 2500 franchi e l’adesione a modelli alternativi, dei quali occorre però comprendere bene le condizioni. I suggerimenti più dettagliati dell’ACSI per ridurre l’impatto dei premi sono consultabili QUI.

L’ACSI ripropone le consulenze gratuite sulla cassa malati aperte a tutta la popolazione: in sede (su appuntamento), al telefono o via e-mail, sono accessibili a tutti coloro che necessitano di un consiglio indipendente per valutare se e come modificare la propria polizza assicurativa. È possibile contattare per questo scopo il  servizio InfoConsumi a partire dall’8 ottobre. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità saremo inoltre presenti sul territorio con  6 appuntamenti a Pregassona, Mendrisio, Porza, Locarno, Chiasso e Bellinzona.

2 ore fa
PS: «Servono interventi sui sussidi e sui costi della sanità»

A livello nazionale l’aumento medio dei premi cassa malati si situa attorno al 5%, mentre in Ticino la crescita annunciata è del 3.7%. Considerando gli estremi aumenti cantonali degli ultimi tre anni, il Ticino resta il Cantone con i premi medi mensili più elevati di tutta la Svizzera: 519.90 franchi.

Per il Partito Socialista «si tratta dell’ennesimo aumento che pesa direttamente sui bilanci delle economie domestiche ticinesi, in un contesto nel quale il potere d’acquisto è già sottoposto a forti pressioni. A fronte di salari e rendite che non crescono nella stessa misura, aumentano infatti numerosi costi essenziali: oltre ai premi di cassa malati, anche affitti, energia e carburanti rappresentano una voce sempre più importante nei budget delle famiglie».

A detta del PS, non sorprende quindi che i costi della salute rappresentino una delle principali preoccupazioni della popolazione. «Di fronte a questa situazione sono due le urgenze: da un lato sgravare concretamente le famiglie, rafforzando il sistema dei sussidi; dall’altro intervenire per contenere la crescita dei costi sanitari».

Sul primo fronte, il PS Ticino ricorda l’importanza dell’attuazione dell’Iniziativa per il 10%, approvata dal popolo ticinese il 28 settembre 2025. La prima tappa entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Proprio per fare chiarezza sulle conseguenze del nuovo aumento dei premi, sulla portata della misura e sulla sua concreta applicazione, la deputata e copresidente Laura Riget ha presentato oggi un’interpellanza al Consiglio di Stato.

L’atto parlamentare chiede in particolare quali saranno i costi aggiornati della prima tappa e quante saranno le persone beneficiarie, ma anche quali misure verranno adottate per raggiungere tutte le persone che hanno diritto ai sussidi ma che non ne fanno richiesta. Tra le questioni sollevate vi sono inoltre la campagna di informazione prevista, le difficoltà legate alla procedura esclusivamente online e la preparazione dell’amministrazione cantonale in vista dell’entrata in vigore della misura.

Sul secondo fronte, contenere la crescita dei costi sanitari, il PS Ticino chiede maggiore trasparenza e tempestività nella pianificazione e nel controllo del settore ospedaliero, in particolare quello privato. Il deputato e vicepresidente Danilo Forini ha presentato un’interpellanza che mette al centro i ritardi nella definizione della nuova pianificazione ospedaliera e chiede maggiore trasparenza sul controllo degli istituti ospedalieri, pubblici e privati. Il Gran Consiglio è infatti ancora in attesa dei messaggi relativi ai rapporti annuali dell’EOC più recenti e, per quanto riguarda gli istituti privati, non è ancora stato sottoposto al Parlamento alcun rapporto sui mandati di prestazione. Il PS Ticino chiede quindi al Consiglio di Stato di accelerare il lavoro, mettere a disposizione più dati sui flussi finanziari del settore sanitario e rafforzare la collaborazione tra Governo e Parlamento sul controllo dei costi ospedalieri e ambulatoriali.

Per il PS Ticino, questo ennesimo aumento «conferma la necessità di agire su entrambi i fronti: garantire alle famiglie un sostegno adeguato per far fronte ai premi e intervenire con maggiore decisione sulle cause della crescita dei costi sanitari».

2 ore fa
OCST: «Ancora aumenti: il conto è sempre più pesante»

La crescita del premio di cassa malati non si arresta e per molte famiglie «e molti pensionati ticinesi è l’ennesimo colpo al potere d’acquisto». Per l'OCST il problema è evidente: il reddito è sostanzialmente fisso, mentre cassa malati, affitto, energia e costo della vita continuano a crescere. «E quando aumenta una spesa obbligatoria non rimane che tagliare altrove: una cena, una vacanza, un’attività culturale, un aiuto ai figli o ai nipoti. Piccole rinunce che, sommate anno dopo anno, significano una riduzione concreta della qualità di vita».

In Ticino esiste la RIPAM, la riduzione individuale dei premi, «che rappresenta un aiuto indispensabile per le economie domestiche con redditi più contenuti. Ma anche questo strumento mette in evidenza una contraddizione del sistema: se i premi aumentano, cresce anche la pressione sugli aiuti necessari per renderli sopportabili e, di conseguenza, sulle finanze pubbliche. Il costo quindi non scompare. Una parte viene semplicemente trasferita dall’assicurato alla collettività. Si rischia così di entrare in un circolo vizioso: premi sempre più elevati, maggiore necessità di sussidi e maggiore spesa pubblica».

Per il sindacato, il problema vissuto dai singoli è solo la conseguenza. «Il dibattito dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle cause dell’aumento del costo complessivo della sanità: prezzi dei farmaci, prestazioni realmente necessarie, coordinamento delle cure, prevenzione, organizzazione ospedaliera e costi amministrativi. Allo stesso tempo bisogna avere il coraggio di discutere anche il finanziamento del sistema, valutando senza pregiudizi un maggiore legame con la capacità economica, un diverso contributo della fiscalità o altri modelli per l’assicurazione obbligatoria».

«Non esistono soluzioni gratuite. Se una parte del costo non viene pagata attraverso i premi, dovrà essere finanziata in un altro modo. Ma proprio per questo è necessario interrogarsi su come distribuire questo peso in maniera sostenibile, soprattutto nei confronti di chi dispone di un reddito limitato e difficilmente può aumentarlo».

«Il singolo può cercare di difendersi. Confrontare ogni anno le casse malati, scegliere un modello alternativo e verificare attentamente la franchigia può consentire qualche risparmio. In questo ambito bisogna prendere decisioni ponderate rispetto alla propria situazione personale e familiare. Per esempio per una persona anziana aumentare la franchigia può rivelarsi controproducente: chi necessita regolarmente di visite, farmaci o terapie rischia semplicemente di pagare meno di premio e di spendere di più quando deve curarsi».

2 ore fa
Comparis: «Chi vuole frenare i premi deve frenare i costi»

Il servizio di confronto Comparis definisce «doloroso» l'aumento medio del 5% previsto per il 2027. Secondo il suo esperto di assicurazioni, Harry Büsser, i motivi sono tre. L'assicurazione di base copre sempre più farmaci e terapie. I costi del 2026 potrebbero essere più alti del previsto. E, a causa dei ritardi di fatturazione legati al TARDOC, gli assicuratori hanno dovuto fissare i premi senza conoscere i costi reali dell'anno in corso.

Secondo Comparis, anche il dato dell'UFSP sul secondo trimestre del 2026, un aumento dei costi di appena lo 0,4%, è «fuorviante». «Le prestazioni mediche non diventano meno costose solo perché le fatture vengono elaborate più tardi», avverte Büsser. Se le fatture arretrate saranno più del previsto, potrebbero pesare anche sui premi del 2028.

Il consiglio per gli assicurati è confrontare le offerte: si possono risparmiare «diverse centinaia di franchi all'anno» senza cambiare la copertura di base. Chi vuole cambiare cassa malati dal 1° gennaio 2027 deve far arrivare la disdetta entro il 30 novembre 2026. Il timbro postale non basta.

2 ore fa
Il PLR: «Il ceto medio non può continuare a impoverirsi», e lancia una mozione

Il nuovo aumento dei premi rappresenta per il PLR l’ennesimo duro colpo per le economie domestiche ticinesi. «Il PLR da tempo s’impegna a intervenire sulle cause della crescita dei costi: non esistono soluzioni uniche, ma cambiamenti concreti a tutti i livelli. E mentre il costo della vita aumenta, il ceto medio non può continuare a impoverirsi. Mentre il PLR continua a lavorare a Bellinzona e a Berna per contenere i costi della sanità, al contempo ribadiamo il nostro chiaro no a possibili nuovi aumenti delle tasse, come l’IVA».

L’annuncio odierno dell’aumento dei premi di cassa malati per il 2027 «conferma una tendenza ormai insostenibile. Ogni settembre discutiamo di come compensare l’aumento, ma troppo poco di come contenerne le cause». Il principio per il partito è semplice: se vogliamo frenare i premi dobbiamo frenare la crescita dei costi sanitari. «Spostare la fattura dagli assicurati ai contribuenti non la rende più leggera».

È su questo fronte che il PLR lavora a livello cantonale e federale. «In Gran Consiglio abbiamo recentemente chiesto una strategia cantonale di contenimento della spesa sanitaria, con monitoraggio dei costi, obiettivi misurabili e un utilizzo più incisivo degli strumenti di pianificazione dell’offerta. Siamo inoltre intervenuti sulla forte crescita di centri di fisioterapia, Spitex privati e infermieri indipendenti, chiedendo maggiore trasparenza e rigore. Il PLR si era già impegnato in prima linea a trovare una soluzione concreta, tempestiva e sostenibile degli sgravi e dei sussidi. Continueremo a lavorare in questa direzione anche nei prossimi mesi, in particolare sulla pianificazione ospedaliera, con l’obiettivo chiaro di aiutare le famiglie di fronte alle fatture delle Casse malati e rendere più efficiente il sistema della salute. Proprio oggi è ad esempio stata inoltrata la Mozione "Per una sanità più efficiente: dai dati alle misure"».

A livello federale il PLR vuole intervenire anche sugli incentivi che fanno lievitare i costi. Con la mozione "Qualità invece della quantità", ripresentata proprio oggi, chiede di superare un sistema che remunera soprattutto il volume delle prestazioni: il risultato della cura deve contare più del numero di esami, trattamenti e interventi effettuati. A questo si aggiungono EFAS, maggiore concorrenza e interventi sui prezzi dei medicamenti. «Serve un cambiamento di paradigma: nell’offerta di prestazioni, nella pianificazione ospedaliera, nel coordinamento tra stazionario e ambulatoriale, nella responsabilizzazione di fornitori e assicuratori. Ma anche nelle nostre abitudini di pazienti. Un sistema nel quale chi consuma una prestazione raramente ne conosce il costo e chi la fornisce ha pochi incentivi a limitarne il volume è inevitabilmente destinato a diventare sempre più caro».

Neanche un franco per nuove imposte!

In un momento in cui aumentano contemporaneamente premi di cassa malati, carburanti e costo della vita, «la risposta della politica non può essere quella di presentare al ceto medio una nuova fattura fiscale. Eppure a Berna si sta facendo strada proprio questa logica: a ogni nuova spesa, una nuova imposta».

È il caso dell’aumento di 0,4 punti dell’IVA proposto per finanziare la tredicesima AVS, sul quale voteremo il 29 novembre «e contro il quale il PLR svizzero si batte con convinzione. La Confederazione incassa già oggi circa 90 miliardi di franchi all’anno e presto diventeranno 100. Il problema evidente non è quindi che lo Stato incassa troppo poco: è che la spesa cresce troppo e la politica fatica a stabilire delle priorità».

«Governare significa scegliere. Prima di chiedere altri soldi a cittadini e imprese, lo Stato deve utilizzare meglio quelli che già incassa. Per il PLR una priorità è chiara: proteggere il potere d’acquisto del ceto medio. Di fronte a premi, carburanti e costo della vita in aumento, nuove imposte sono ingiustificate e ingiustificabili. Prima di incassare di più, lo Stato deve imparare a spendere meglio».

2 ore fa
412 franchi al mese sono tanti soldi e molti pagano anche di più

«Sì, è vero, sono molti soldi. Ma li spendiamo per cure sanitarie di altissima qualità», ha risposto Baume-Schneider. «I Cantoni possono e devono offrire riduzioni sui premi. Sono consapevole che, anche per i bambini e i giovani, l'intero sistema ha un costo elevato e che dobbiamo risparmiare dove possibile».

3 ore fa
Si è parlato di «sconti sui farmaci», a che cosa fa riferimento?

La direttrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha spiegato che è stato constatato che gli sconti di cui beneficiano farmacie, studi medici e altre attività commerciali nell'acquisto di medicinali non sempre vengono trasferiti ai consumatori finali. Questo grava su coloro che pagano i premi dell'assicurazione malattia. «Finora non abbiamo approfondito la questione a sufficienza, ma miglioreremo».

3 ore fa
Il Consiglio federale sta forse invitando i pazienti a una riflessione?

«In questo contesto è importante parlare di prevenzione», risponde Lévy. La popolazione dovrebbe seguire un'alimentazione più sana, fare più esercizio fisico e ridurre il consumo di alcol e tabacco. «Tuttavia, ci aspettiamo un assunzione di responsabilità anche da parte degli operatori sanitari», i quali dovrebbero eseguire solo i trattamenti medicalmente necessari.

3 ore fa
Perché i premi continuano ad aumentare?

Lévy ha spiegato che i motivi sono: l'invecchiamento della popolazione, i progressi della medicina e la necessità di maggiori servizi in ambito sanitario (costi aggiuntivi per singolo paziente).

3 ore fa
Che cosa si sta già facendo

Anne Lévy, direttrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha illustrato le misure già adottate. Sono in corso di attuazione tre riforme: il finanziamento uniforme delle prestazioni (EFAS), l'attuazione del controprogetto all'iniziativa per la riduzione dei premi e l'attuazione del controprogetto indiretto all’iniziativa per un freno ai costi.

Su EFAS, Lévy ha spiegato che gli aspetti finanziari non influiranno più sulla decisione di fornire cure ospedaliere o ambulatoriali a un paziente. «Oggi, grazie ai progressi della medicina, è possibile eseguire un numero maggiore di procedure in regime ambulatoriale, il che è positivo perché solitamente risultano più economiche». L'attuale sistema di finanziamento ostacola questo sviluppo perché gli ospedali ricevono più fondi per le cure ospedaliere, mentre le cure ambulatoriali sono interamente a carico della popolazione. «Con il nuovo sistema di finanziamento, anche i Cantoni contribuiranno ai costi».

Con l’entrata in vigore del controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati», i Cantoni devono prestare un contributo minimo al finanziamento delle riduzioni dei premi. Ciò significa che, a partire dal 2028, il contributo cantonale per i sussidi aumenterà in linea con i costi all'interno del cantone. Ciò permetterà di garantire che le riduzioni evolvano in modo proporzionale ai premi e che l’onere finanziario rimanga sostenibile per le economie domestiche. Inoltre, i Cantoni devono definire un obiettivo sociale, cioè stabilire la quota massima che i premi possono rappresentare rispetto al reddito disponibile. «Questo renderà più gestibile l'onere finanziario per le famiglie».

Con il controprogetto indiretto all’iniziativa per un «Freno ai costi nel settore sanitario», il Consiglio federale fisserà obiettivi di crescita massima dei costi e una Commissione sorveglierà l’evoluzione dei costi nei settori di prestazioni e formulerà raccomandazioni sulle misure da adottare per rispettare gli obiettivi. Il Governo stabilirà per la prima volta nel 2026 gli obiettivi di costo e qualità per il periodo 2028-2031.

3 ore fa
Una tavola rotonda per trovare il modo di contenere i costi

Per Baume-Schneider, la riforma EFAS porterà benefici. Tuttavia, la consigliera federale ha anche fatto appello ai vari soggetti del settore sanitario affinché «riducano i costi». Pertanto, ha convocato una tavola rotonda prevista in ottobre per discutere le misure.

3 ore fa
Ci sono settori in cui bisogna intervenire

Baume-Schneider ha anche spiegato che alcuni «ritardi nella fatturazione hanno reso le previsioni sui costi più complicate».

E ha puntato il dito contro alcuni settori in cui si verificano dinamiche sbagliate. Denunciando, ad esempio, gli sconti sui farmaci che i medici non fatturano. Inoltre, vengono fatturati servizi non necessari, ad esempio quando i medici visitano i pazienti più volte anche quando non è necessario. «Questo comporta costi più elevati nel settore ambulatoriale e, di conseguenza, premi assicurativi più alti. Gli operatori sanitari devono affrontare questo problema».

Baume-Schneider ha poi affrontato il tema dei familiari che si prendono cura dei propri cari. Ha affermato che è importante e giusto che vengano retribuiti. Tuttavia, ci sono aziende private nel settore dell'assistenza che «stanno realizzando ingenti profitti». «All'inizio dell'anno presenterò al Consiglio federale delle proposte per limitare i profitti eccessivi delle aziende private nel settore dell'assistenza familiare, garantendo al contempo la qualità dell'assistenza», ha spiegato.

3 ore fa
Cure di qualità, ma anche alti costi

«In Svizzera ogni persona ha diritto a cure sanitarie di qualità», ha introdotto Baume-Schneider, «tuttavia questo ha un costo: le spese sanitarie coperte dall'assicurazione di base sono molto elevate e continuano ad aumentare».

Gli assicuratori malattia hanno fatto i loro calcoli, verificati dall'UFSP. I premi devono coprire i costi di trattamento per l'anno prossimo. Nel 2027 il premio medio in Svizzera sarà di 412 franchi al mese, con un aumento del 5% rispetto al 2026.

«L'aumento dei costi è legato ai cambiamenti demografici, con l'invecchiamento della popolazione, ma anche a miglioramenti della sanità, con metodi innovativi. Inoltre, un numero maggiore di servizi è coperto dall'assicurazione sanitaria rispetto al passato. Ad esempio, sono disponibili più servizi per la salute mentale, ma questi servizi aggiuntivi comportano anche costi più elevati».

3 ore fa
Conferenza stampa al via

Da Berna Elisabeth Baume-Schneider, consigliera federale a capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI), e Anne Lévy, direttrice dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

3 ore fa
Il Governo ticinese: «Un segnale incoraggiante»

Per la prima volta da anni i premi in Ticino crescono meno della media svizzera: +3,7%, contro il +5% nazionale. Per il Consiglio di Stato è la prova che le misure cantonali «vanno nella giusta direzione». Il Governo aggiunge però che serviranno altri interventi e si dice preoccupato per «questo ulteriore aggravio», che arriva dopo anni di aumenti particolarmente forti per la popolazione ticinese. Tra le misure che il Cantone rivendica ci sono la moratoria sui medici specialisti, applicata a otto specializzazioni e «fra le più severe in Svizzera», e il freno alle cure a domicilio. Il Governo cita anche la riduzione del valore del punto tariffale ambulatoriale, contro la quale è pendente un ricorso al Tribunale amministrativo federale. Sul fronte degli aiuti, per il 2027 la RIPAM costerà circa 520 milioni di franchi. Critiche a Berna: secondo il Governo, a livello nazionale le misure «faticano a mostrare dei vantaggi tangibili». Preoccupano in particolare il TARDOC e la riforma EFAS.

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