
Federica Volonterio, speaker di Radio 3i, è tra i tanti cittadini svizzeri rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti dopo la chiusura dello spazio aereo dovuta all'offensiva statunitense-israeliana contro l'Iran. Dopo una vacanza di dieci giorni, sarebbe dovuta rientrare la scorsa domenica con uno scalo ad Abu Dhabi, ma il ritorno è stato possibile soltanto oggi, dopo essersi organizzata autonomamente. L’abbiamo raggiunta mentre si trovava a Roma, da dove ha poi preso il treno per tornare in Ticino.
Da Muscat al Cairo, da Monaco a Roma
«Ce l’abbiamo fatta», racconta. «Abbiamo preso in mano la situazione e ci abbiamo messo un’intera giornata per trovare un volo che ci riportasse da Muscat, in Oman, verso l’Europa, qualsiasi destinazione andava bene. A un certo punto è comparso questo biglietto che ci portava prima a Monaco e poi a Roma. Non ci interessava dove arrivare: per noi era sufficiente rientrare in Europa». Il viaggio però non è stato privo di ostacoli. «Quando stavamo salendo sul volo ci hanno detto che l’aereo era troppo pesante e che avrebbe dovuto fare uno scalo tecnico al Cairo per fare rifornimento. Questo scalo ci ha fatto perdere la coincidenza. Ieri sera abbiamo quindi dormito a Monaco, tutto a nostre spese». Una situazione complicata anche dal forte aumento dei prezzi. «Mi dispiace un po’. I prezzi dei biglietti sono quadruplicati e sicuramente ci sono persone che non possono permettersi di tornare a casa».
«Mai avuto paura»
Nonostante tutto, il sollievo è grande. «Siamo sollevati di essere riusciti a rientrare. Ci tengo però a precisare che in Oman non abbiamo mai avuto paura. Era più la pressione di voler tornare a casa, vista la situazione totalmente instabile. Quando non puoi tornare a casa, ti viene l’ansia: non sai quando potrai farlo e non sai come potrebbero evolvere le cose».

