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Ticino
Dagli hotel ai ristoranti, come va il turismo in Ticino?
Redazione
3 anni fa
Ieri sono stati pubblicati i maggiori dati sul turismo e il risultato è che quelli relativi al Ticino non sono positivi. Dall'inizio dell'anno a fine luglio, le impressioni giunte dagli operatori del settore sono riconfermate: il calo dei pernottamenti stride con i numeri in crescita del turismo.

Il sole splende sul turismo svizzero, almeno nella prima metà dell’anno. I pernottamenti nelle strutture d’accoglienza hanno segnato un +13,8% in più rispetto al periodo gennaio-giugno del 2022. Se a livello nazionale c’è quindi motivo di sorridere, in Ticino la situazione è un po’ meno rosea. A Sud delle Alpi i primi sei mesi del 2023 hanno visto un calo dei pernottamenti del 3,2%. Un’eccezione rispetto al panorama svizzero che il Ticino condivide solo con i Grigioni. La tendenza al ribasso per il turismo ticinese si riconferma anche in questi mesi estivi. In giugno – il dato è di ieri – i pernottamenti sono stati circa 283'000, con un calo del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2022. E i dati forniti a campione dalla piattaforma HBenchmark raccontano la stessa storia. In luglio l’occupazione media conta un meno 8,2%, mentre agosto al momento vede un calo dell’8,3% delle prenotazioni. A Ticinonews abbiamo approfondito il tema parlando con alcuni protagonisti del settore turistico ticinese.

Angelo Trotta: “Vogliamo tornare ai livelli del 2022”

Un semestre non positivo, ma che il direttore di Ticino turismo Angelo Trotta invita a contestualizzare. “Siamo un +10 rispetto al prepandemia e al 2019, quindi non siamo preoccupatissimi, però ci stiamo orientando per fare delle campagne straordinarie in autunno, dove vorremmo ritornare perlomeno ai livelli dell'anno scorso”. Nel complesso, il livello dei pernottamenti della prima metà del 2023 è in linea con la media degli anni dal 2000 in poi. Sempre per Trotta il recente calo non si spiega unicamente con la voglia di mare. “Ci sono anche altri fattori come l'inflazione molto forte, sia in Svizzera che all’estero, che fa sì che ci sia meno potere d'acquisto per il ceto medio, e ora se guardiamo soprattutto agli hotel con due o tre stelle sono quelli che hanno registrato un calo più forte. Questo si spiega anche con il forte franco svizzero”. C’è però un aspetto che è necessario segnalare. Nonostante il calo complessivo, il giugno ticinese ha visto un deciso più dai mercati esteri. A pesare è quindi la contrazione delle presenze di turisti svizzeri, come confermato da Trotta. “Si sta ritornando alla normalità, si sta riassestando l'equilibrio tra turisti svizzeri e stranieri, l'importante è non perdere troppo terreno, rimanere competitivi e l'anno prossimo se possibile ritornare a fare come quest'anno e anche di più”

Alla Swissminiatur sono calati i turisti svizzeri

“A differenza dell'anno scorso abbiamo chiuso il 31 luglio con un -2% dovuto al calo del 7% del mercato svizzero, ma anche un aumento del 19% del mercato straniero”. Parole di Joël Vuigner, direttore della Swissminiatur di Melide, che quest’anno sembra rispecchiare il profilo dell’estate turistica ticinese. O almeno in parte: anche qui il 2023 sta infatti vedendo un calo della presenza di svizzeri e un deciso aumento degli stranieri. La differenza sta che gli ospiti esteri hanno in gran parte sopperito alla mancanza di confederati. Quest’anno nel parco a tema il primo mercato straniero è stato quello italiano, seguito a ruota da quello tedesco. Vuigner sottolinea però che l’allentamento delle misure anti-Covid in molti Paesi e un parziale rientro del caos visti ha determinato il deciso ritorno di alcuni tipi di clientela. “Un esempio  il mercato India: da marzo abbiamo più di 1’700 indiani e moltissimi arabi soprattutto da Kuwait e Qatar. Da quest'anno abbiamo anche tanti visitatori dal Brasile”. Visitatori che arrivano anche da molto lontano e che si vanno a pescare con un’intensa attività promozionale, soprattutto presso i tour operator esteri. “Siamo conosciuti a livello mondiale, però il nostro primo mercato è comunque sempre quello svizzero, l'anno scorso il 75% dei visitatori erano infatti confederati, sono contento di dire che il primo di luglio il Canton Ticino è stato il primo cantone a visitare la Swissminiatur, quindi sono contento che anche i locali vogliano riscoprire il parco in miniatura”. Nell’ultima settimana la media di ingressi si situa attorno alle 8-700 unità al giorno, con alcuni picchi, per esempio per il 1° Agosto. Numeri in ripresa rispetto all’inizio dell’estate. “Le prime due settimane di luglio sono state difficili per noi essendo che il grande caldo non ha aiutato, dopo il 20 luglio abbiamo riscontrato un aumento anche del mercato svizzero, quindi arrivare al 31 luglio 2023 solo con un 2% è una nota positiva però anche positiva nell'affrontare del mese di agosto”, ha concluso Vuigner.

Al Grande Fratello i turisti stranieri non bastano

A pochi passi dalla Swissminiatur c’è il ristorante Grande Fratello, dove gli stranieri non bastano a compensare la diserzione dei turisti svizzeri. “Notiamo un calo dei turisti soprattutto svizzeri”, ci ha confermato Valeria Venditti – titolare del ristorante –, spiegandoci che “ci sono dei turisti che vengono al di fuori della Svizzera che sono molto organizzati, portandosi da altrove le bevande e mangiando una pizza in due”. Sintomo – forse – anche delle incertezze globali dell’economia e dei suoi effetti sui portafogli.

Tracciando un bilancio con Suter

Insomma, un panorama in chiaroscuro, anche se non tutto il settore turistico sembra andare avanti nella stessa direzione. C’è infatti chi può sfruttare questo turismo di passaggio e chi invece ne resta tagliato fuori. Per Massimo Suter, presidente di GastroTicino e vicepresidente di GastroSuisse, “i flussi turistici variano dall'attrazione della destinazione”. In questo senso il Ticino “vive di turismo indigeno, quindi ora la mancanza del turista svizzero si fa sentire maggiormente rispetto a quello estero”. Quest’ultimo tende a fare infatti a una vacanza decisamente più breve rispetto a uno svizzero “che gioca invece a carte pari, perché la valuta è la stessa, mentre il mercato – soprattutto europeo – è in difficoltà, quindi la Svizzera non risulta essere una destinazione attrattiva come lo era negli anni d’oro”. Suter ha poi spiegato che la percezione che si ha all’interno degli uffici “è sicuramente diversa da quella che abbiamo noi. Con questo voglio dire che negli uffici le cifre non preoccupano quanto noi, che col turismo ci lavoriamo”. La tendenza “guarda e va verso il basso, nel senso che se abbiamo un calo a luglio, che è il periodo clou della stagione ticinese e in agosto già si prevedono delle cifre negative. Questo non può sicuramente lasciare tranquillo chi vive di turismo”.

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