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Statistica
Turismo, crescono i pernottamenti in Svizzera ma diminuiscono in Ticino
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
I pernottamenti in Svizzera sono aumentati del 13.8% nei primi sei mesi dell'anno. In forte crescita la domanda straniera: +33%. Nel nostro Cantone registrata una perdita di 35mila pernottamenti (-3.2%).

Nel primo semestre del 2023 il settore alberghiero svizzero ha registrato 19,5 milioni di pernottamenti, con un aumento del 13,8% (+2,4 mio.) rispetto allo stesso periodo del 2022. In controtendenza il Ticino, che ha registrato una perdita di del 3.2%, ovvero di 35mila pernottamenti. È quanto emerge ai risultati provvisori dell'Ufficio federale di statistica (Ust) pubblicati oggi. Nei dettagli -a livello nazionale - la domanda indigena si è mantenuta stabile a 10,0 milioni di pernottamenti (+21 800 pernottamenti; +0,2%). La domanda straniera, dal canto suo, è aumentata fortemente (+2,3 mio.; +33,0%), raggiungendo i 9,4 milioni di pernottamenti. Nel primo semestre 2023 tutti i mesi hanno presentato aumenti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A titolo di confronto, il primo semestre 2023 è in crescita (+3,6%) rispetto ai primi sei mesi del 2019, l'ultimo periodo prima della COVID-19.

Male il Ticino

A livello di regioni turistiche -si legge nella nota- nel primo semestre 2023 undici su tredici hanno registrato un incremento dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Gli aumenti assoluti più forti sono stati osservati nella regione di Zurigo (+760mila pernottamenti; +31,7%), in quella di Berna (+426mila; +18,8%), a Ginevra (+343mila; +26,7%) e nella regione di Lucerna/Lago dei Quattro Cantoni (+289mika; +19,4%). Solo i Grigioni (-68mila; -2,4%) e il Ticino (-35mila; -3,2%) hanno segnato un calo della domanda. Rispetto al 2019, la maggioranza delle regioni turistiche ha registrato un livello di frequentazione superiore. Solo Vaud, la regione di Friburgo, la regione di Basilea e Lucerna/Lago dei Quattro Cantoni hanno presentato un livello inferiore. 

Cresce la domanda straniera

Nel primo semestre 2023, la domanda estera è aumentata del 33,0% rispetto allo stesso periodo del 2022. Tutti i mesi hanno registrato forti aumenti, con un picco del 63,5% nel mese di gennaio. A titolo di confronto, spiega l'Ust, la domanda straniera è rimasta ancora inferiore del 7,5% rispetto al primo semestre del 2019.  Rispetto al primo semestre 2022, la domanda degli ospiti stranieri in funzione della loro provenienza è stata positiva per tutti i continenti. Con un totale di 5,7 milioni di pernottamenti, l'Europa (senza la Svizzera) ha registrato una crescita di 741mila pernottamenti (+15,0%). All'interno di questo continente, il Regno Unito e la Germania registrano il maggiore aumento assoluto (+171mila pernottamenti ciascuno / +26,3%, rispettivamente +10,3%). In forte crescita anche i pernottamenti da parte di ospiti provenienti dalla Francia (+64mila; +11,1%) e dall'Italia (+58mila; +17,1%). Per quanto riguarda il continente asiatico, la domanda è raddoppiata (+864mila; +102,7%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Con un totale di 312mila pernottamenti, l'India ha generato 163 000 pernottamenti in più (+109,4%), seguita dalla Cina (+114mila; +301,2%) e dalla Corea del Sud (+110mila; + 242,3%). Il continente americano ha totalizzato 1,7 milioni di pernottamenti (+589mila; +51,1%); il maggiore incremento assoluto di questo continente e anche di tutti i Paesi di provenienza si è osservato per i visitatori provenienti dagli Stati Uniti d'America (+452mila; +52,7%). Infine, gli ospiti provenienti dall'Oceania hanno generato un aumento pari a 124mila unità (+210,7%) e quelli provenienti dal continente africano pari a 22'600 pernottamenti (+24,0%).

Stabili i confederati

Nel primo semestre 2023, i pernottamenti indigeni sono rimasti stabili rispetto allo stesso periodo del 2022 (+0,2%). Nell'arco dei primi sei mesi del 2023, solo gennaio (+18,9%) e febbraio (+2,6%) hanno registrato un aumento della domanda. Per gli altri mesi si sono registrati cali che vanno dal 2,0% di maggio al 6,8% di marzo.