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Carnevale
Crociata contro il Rabadan, Gioventù Comunista: «Ma basta!»
Gabriele Putzu
Gabriele Putzu
Red. Online
8 ore fa
I giovani comunisti respingono l’atto parlamentare delle due consigliere bellinzonesi, definendolo «moralista» e basato anche su «informazioni false», e criticano le proposte su sicurezza e minori al Rabadan

La Gioventù Comunista ha preso atto «dell’interrogazione critica» verso il Carnevale di Bellinzona depositata da due consigliere comunali e non la condivide, ritenendone i toni «altamente moralisti».

«Informazioni false»

Per i giovani comunisti, i toni allarmistici sul presunto declino della sicurezza («peraltro non suffragato da prove concrete») o addirittura «le informazioni false» come il fatto che all’ingresso e all’interno della Città del Carnevale non verrebbero effettuati controlli sulla presenza di bottiglie o altro materiale proibito «svalutano il contenuto della mozione depotenziando l’attenzione che vuole porre sull’importante tema della sicurezza». Nel comunicato stampa si dicono inoltre in disaccordo con le proposte avanzate, «le quali spaziano da rivendicazioni totalmente vaghe e astratte tipo "aprire una riflessione pubblica sul futuro del carnevale" alla promozione di una sorta di segregazione per i minorenni, i quali dovrebbero sostanzialmente venire scortati fuori dal carnevale con un coprifuoco».

«Nuova tradizione carnascialesca della “caccia al minorenne”?»

Un situazione che ha portato la Gioventù Comunista a chiedersi se dall'anno prossimo c'è l'intenzione «di inaugurare la nuova tradizione carnascialesca della “caccia al minorenne”? Ma anche no!». Nella nota stampa si domandano inoltre se la volontà delle due consigliere comunali bellinzonesi sia davvero quella di difendere i giovani e di promuovere la loro integrazione nella società, «le battaglie per cui combattere sono altre. Oggi il problema non è che un giovane beva una qualche birra durante il Rabadan, semmai il fatto che durante il resto dell’anno le occasioni di incontro e convivialità non strettamente mercificate sia a livello comunale che cantonale siano più uniche che rare!». Un elemento, quest'ultimo, che i giovani comunisti reputano essere responsabile «di quella alienazione dalla sfera comunitaria e di quell’individualismo che contribuiscono in parte alla sempre maggiore diffusione di disturbi della salute mentale fra le nuove generazioni». Il testo conclude affermando che «fare una crociata contro gli eventi che questo individualismo provano, pur con i loro limiti, a combatterlo è semplicemente inutile. Non è militarizzando ancora di più la Città del Carnevale (già eccessivamente blindata e privatizzata) o promuovendo il proibizionismo che si responsabilizzano i giovani!».