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SICUREZZA
«Non è più possibile vedere certe scene al Rabadan»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Tra mozioni e appelli, c’è chi cerca di contribuire alla sicurezza del carnevale di Bellinzona, chiedendo più controlli e più lavandini.

La legge vuole che i minori di 18 anni in Ticino non possano bere. Chi frequenta il Rabadan, però, potrebbe pensare il contrario. Tra vodke di ogni colore e shottini del momento, tenere i minorenni e l’alcol etilico a dovuta distanza sembra un compito piuttosto complicato. Ora due consigliere comunali vogliono cambiare le cose, con una mozione che chiede maggiore incisività contro il fenomeno. «Pensiamo per esempio a un secondo braccialetto di un colore diverso, solo per i minorenni, così che si possa verificare se è possibile dare l’alcol», ci spiega Maura Mossi Nembrini, che con Lorenza Giorla Röhrenbach ha depositato l’atto. «Questa è soltanto una proposta, immagino che l’Associazione Rabadan abbia tutto il tempo per ragionare. Non è più possibile vedere determinate scene a cui si assiste da certi orari in avanti».

«Non è solo responsabilità dei genitori»

Mossi Nembrini, inoltre, chiede a organizzatori e amministrazione di agire e non scaricare le responsabilità sui singoli. «Non ritengo corretto dare la responsabilità sempre e solo ai giovani o ai genitori. Perché la responsabilità deve essere anche di chi conosce le leggi. E le leggi sono chiare: l’alcol ai minorenni non va dato».

«Anche la sicurezza sanitaria è fondamentale»

Ma non solo alcol. Da temere nella città del Rabadan ci sono pure germi e virus, anche perché non ci si può lavare le mani. È questa la denuncia di Marco Ottini, già membro del comitato. «Ho ripreso a fare il carnevale da comune cittadino. Giovedì sera ho dovuto ricorrere ai servizi igienici e mi sono accorto che manca l’acqua», ci ha raccontato. Ottini, come vi abbiamo detto, ha cercato di sensibilizzare autorità cantonali, comunali e organizzatori, senza fortuna. La sua preoccupazione è soprattutto per le persone più fragili e a rischio di fronte a eventuali infezioni. «Quando si parla di sicurezza, anche la sicurezza sanitaria è fondamentale», conclude.