
Dopo la querelle andata in scena ieri a Dritto e Rovescio tra il Municipale di Lugano Filippo Lombardi e il giornalista Paolo Del Debbio, si accendono le polemiche sui risarcimenti alle vittime di Crans-Montana. È caos di narrazioni. Volano numeri, volano giudizi. 10'700 euro. È questo l’ammontare dell’indennizzo citato da Del Debbio. Ma veniamo al dunque. La cifra, come sottolineato da Lombardi, è giusta, ma non si tratta del risarcimento totale destinato alle vittime. Interpellato da Teleticino, il consigliere nazionale PLR Simone Gianini, avvocato e membro della Commissione degli affari giuridici, fa chiarezza. «Questa cifra, prima di tutto, è un gesto che ha fatto il Canton Vallese. Un gesto necessario - dico io, anche dal punto di vista politico - per coprire senza complicazioni burocratiche le prime necessità (ad esempio di viaggio o di cure immediate) delle vittime e dei loro congiunti».
Cosa dice la Legge?
Si tratta del primo aiuto immediato prescritto anche nella Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati. «Saranno infatti l’inchiesta e le successive cause giudiziarie a determinare i responsabili che dovranno risarcire le vittime in base alle regole ordinarie. Ciò, però - continua Gianini - può durare anni, ed entra quindi in gioco la legge appena citata, con cui lo Stato anticipa i costi per i bisogni immediati di supporto e consulenza e dà una prospettiva di ricevere un primo risarcimento che proprio quella legge fissa in un massimo di 130000 franchi per i danni materiali e 76000 franchi per il torto morale delle vittime, rispettivamente 36000 per quello dei congiunti».
E in caso di situazioni straordinarie?
«In casi estremi, poi, è già successo in passato che laddove le coperture da parte dei responsabili e della legge sopra citata di gran lunga non fossero sufficienti, lo Stato istituisse un fondo straordinario in aggiunta a quei minimi di legge». Il deputato ticinese ricorda che è stato il caso nel 1997 per le vittime dell’attacco terroristico di Luxor (con la costituzione di un fondo straordinario di 5 milioni di franchi) e nel 2002 per la collisione aerea a Ueberlingen, a seguito di cui Svizzera e Germania costituirono un fondo dotato di diverse decine di milioni di franchi. Potrebbe quindi essere il caso anche di Crans-Montana, ma come funziona? «Anche la straordinarietà del caso di Crans-Montana verosimilmente avrà bisogno di un simile fondo, perché la copertura da parte dei responsabili e delle loro assicurazioni sarà lungi dal coprire tutti i danni provocati». Gianini indica quindi che «si sta valutando anche a livello federale se istituire un fondo straordinario. Il Canton Vallese ha già comunicato di voler stanziare la somma di almeno 10 milioni di franchi e immagino che anche la Confederazione, a seconda delle lacune che fossero riscontrate nelle coperture ordinarie, vi potrebbe far fronte». Tutto ciò «a prescindere dalla possibilità che la solidarietà dei privati, pure già iniziata, contribuisca a sua volta ad alimentare un fondo di aiuto alle vittime di questa tragedia».

