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Svizzera
Crans-Montana e i risarcimenti, il punto della situazione
Samuele Quadri
un giorno fa
Non si placano le polemiche attorno al rogo che ha colpito il bar «Le Constellation» nella fatidica notte di Capodanno. Tema del dibattito è ora l'importo dei risarcimenti alle vittime della tragedia. Facciamo chiarezza con Simone Gianini, consigliere nazionale PLR.

Dopo la querelle andata in scena ieri a Dritto e Rovescio tra il Municipale di Lugano Filippo Lombardi e il giornalista Paolo Del Debbio, si accendono le polemiche sui risarcimenti alle vittime di Crans-Montana. È caos di narrazioni. Volano numeri, volano giudizi. 10'700 euro. È questo l’ammontare dell’indennizzo citato da Del Debbio. Ma veniamo al dunque. La cifra, come sottolineato da Lombardi, è giusta, ma non si tratta del risarcimento totale destinato alle vittime. Interpellato da Teleticino, il consigliere nazionale PLR Simone Gianini, avvocato e membro della Commissione degli affari giuridici, fa chiarezza. «Questa cifra, prima di tutto, è un gesto che ha fatto il Canton Vallese. Un gesto necessario - dico io, anche dal punto di vista politico - per coprire senza complicazioni burocratiche le prime necessità (ad esempio di viaggio o di cure immediate) delle vittime e dei loro congiunti».

Cosa dice la Legge?

Si tratta del primo aiuto immediato prescritto anche nella Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati. «Saranno infatti l’inchiesta e le successive cause giudiziarie a determinare i responsabili che dovranno risarcire le vittime in base alle regole ordinarie. Ciò, però - continua Gianini - può durare anni, ed entra quindi in gioco la legge appena citata, con cui lo Stato anticipa i costi per i bisogni immediati di supporto e consulenza e dà una prospettiva di ricevere un primo risarcimento che proprio quella legge fissa in un massimo di 130000 franchi per i danni materiali e 76000 franchi per il torto morale delle vittime, rispettivamente 36000 per quello dei congiunti».

E in caso di situazioni straordinarie?

«In casi estremi, poi, è già successo in passato che laddove le coperture da parte dei responsabili e della legge sopra citata di gran lunga non fossero sufficienti, lo Stato istituisse un fondo straordinario in aggiunta a quei minimi di legge». Il deputato ticinese ricorda che è stato il caso nel 1997 per le vittime dell’attacco terroristico di Luxor (con la costituzione di un fondo straordinario di 5 milioni di franchi) e nel 2002 per la collisione aerea a Ueberlingen, a seguito di cui Svizzera e Germania costituirono un fondo dotato di diverse decine di milioni di franchi. Potrebbe quindi essere il caso anche di Crans-Montana, ma come funziona? «Anche la straordinarietà del caso di Crans-Montana verosimilmente avrà bisogno di un simile fondo, perché la copertura da parte dei responsabili e delle loro assicurazioni sarà lungi dal coprire tutti i danni provocati». Gianini indica quindi che «si sta valutando anche a livello federale se istituire un fondo straordinario. Il Canton Vallese ha già comunicato di voler stanziare la somma di almeno 10 milioni di franchi e immagino che anche la Confederazione, a seconda delle lacune che fossero riscontrate nelle coperture ordinarie, vi potrebbe far fronte». Tutto ciò «a prescindere dalla possibilità che la solidarietà dei privati, pure già iniziata, contribuisca a sua volta ad alimentare un fondo di aiuto alle vittime di questa tragedia».