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L'intervento
Filippo Lombardi sbotta a Rete4: «Lei sta diffondendo una fake news»
Red. Online
11 ore fa
Il municipale di Lugano ed ex consigliere agli Stati è stato ospite di «Diritto e rovescio» su Rete4: incalzato dal conduttore Paolo Del Debbio, ha contrattaccato

Ospite di Diritto e rovescio su Rete4, il municipale di Lugano Filippo Lombardi, già consigliere agli Stati, è stato protagonista di un'accesa discussione con il conduttore Paolo Del Debbio e con gli altri ospiti in studio. A dispetto di quanto comunicato dal suo partito, il Centro, con la rinuncia da parte dei suoi esponenti a partecipare alle trasmissioni televisive italiane dedicate alla tragedia di Crans-Montana, Lombardi si è presentato in collegamento per rispondere alle tante, tantissime critiche rivolte sia alla giustizia svizzera sia, allargando il campo, al cosiddetto modello elvetico. Critiche rivolte anche, se non soprattutto, dal governo Meloni, che in seguito alla scarcerazione di Jacques Moretti, il gestore del Constellation, ha deciso di richiamare l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e di subordinarne il rientro alla costituzione di una squadra investigativa comune (SIC).

Andiamo con ordine. Klaus Davi, ospite in studio, ha chiesto – a proposito del sindaco Nicolas Féraud – come mai non si sia già dimesso dal suo ruolo. Alludendo che, forse, «si sente forse protetto anche dal punto di vista giudiziario». Pronta la risposta di Lombardi: «No, non ci credo. Verrà indagato» pure lui. Di più: «Sono sicuro che i livelli successivi vengono fatti nell'ordine in cui ho detto. Man mano che l'inchiesta prosegue, si acquisiscono nuovi elementi che permettono di mettere sotto inchiesta altre persone».

Del Debbio, in seguito, è stato bacchettato dallo stesso Lombardi. Il motivo? Gli indennizzi riconosciuti alle vittime. «Il Cantone Vallese – ha commentato, sdegnato, il conduttore – ha deciso per ogni ferito o persona deceduta, i tempi di attesa per i risarcimenti a volte sono tra i dieci e quindici anni, di dare 10.700 euro. Diecimilasettecento euro». «Lei non è informato bene» ha chiarito, piccato, Lombardi. «Lei sta diffondendo una fake news, per favore, mi permetta di precisare su questo». Del Debbio: «Dica, dica lei quella giusta». Di nuovo Lombardi: «Normalmente la cifra è giusta, ma non è quella, non è per quello che dice lei. Che cosa ha fatto il Cantone? Da una parte, ha contattato attivamente le vittime e le famiglie delle vittime e ha assicurato un aiuto d'urgenza immediato, per chi deve far fronte a delle spese di viaggio, venire in Svizzera, trovare alloggio qui, riportare a casa i parenti, eccetera». Interrotto da Del Debbio, al grido «è scandaloso», «è una cifra che è un elemosina», Lombardi di fatto si è visto costretto a urlare per poter finire il suo intervento.

«Ma lei sta dicendo una cavolata» ha contrattaccato Lombardi. «Sta dicendo una cavolata, scusi. Il Cantone dice: noi, attivamente, andiamo a cercare le famiglie delle vittime e subito diamo questo per le spese immediate». «Sì, certo, l'elemosina» ha ribadito Del Debbio, sempre più infastidito. «Secondo: mettiamo dieci milioni del Cantone a disposizione per i risarcimenti. Terzo: costituiamo una fondazione, che verrà costituita in questi giorni, nella quale affluiranno le donazioni. E ci sono già numerose donazioni private». «Bravo, bravo» ha detto, con scherno, il conduttore. La Confederazione ha annunciato la disponibilità. Perché sappiamo tutti che questa cosa qui andrà regolata con centinaia di milioni. Non deve prendersela con il Canton Vallese, che ha detto: subito, per le spese di viaggio e di rimpatrio, mettiamo diecimila franchi». Del Debbio, a quel punto, è partito con i confronti: «Guardi, neanche in Italia si dà così poco». «Questo è un gesto di cortesia, non è un'elemosina come la sta qualificando lei» ha concluso Lombardi. «È un gesto di maleducazione, ingiusto, addirittura umiliante» ha chiosato dal canto suo Del Debbio. Non inquadrato, Antonio Caprarica, pure lui ospite in studio, ha tagliato corto: «Con diecimila franchi manco ci si arriva da Roma a Sion».

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