“Cosa sta succedendo a Bosco Gurin?”
11 deputati chiedono lumi al Governo a seguito della diatriba tra Giovanni Frapolli e il patriziato: “Non sarebbe opportuno che il Cantone faccia da mediatore?”
di ls
“Cosa sta succedendo a Bosco Gurin?”
Foto CdT

I rapporti tra il proprietario degli impianti di risalita invernali Giovanni Frapolli e il patriziato di Bosco Gurin sono tesi. Da mesi le parti discutono sul rilancio della località, con Frapolli che ha minacciato più volte di chiudere gli impianti. Ora a chiedere lumi sulla situazione sono 11 deputati in Gran Consiglio, primo firmatario Tiziano Galeazzi, che preoccupati per quanto sta succedendo, in un’interpellanza al Governo chiedono cosa intende fare per ricucire lo strappo tra le parti. Questo anche in considerazione dei sussidi che il Cantone rilascia ogni anno per gli impianti di risalita (180’000 franchi annui in forma di sussidi). Proprio nelle prossime settimane si dovrà decidere anche l’importo dei sussidi per i prossimi anni.

Vista l’importanza degli impianti per il turismo locale e regionale, i deputati pongono le seguenti domande al Governo:
A) Considerato che il CdS è a conoscenza di queste incomprensioni, cosa intende fare o cosa sta già facendo?

B) Non sarebbe opportuno poter partecipare quale Isitituzione cantonale a ruolo di mediatore chiedendo cosi eventuali garanzie sulla continuintà temporale?

C) Cosa succederebbe se il Signor Frapolli dovesse abbandonare la struttura invernale a Bosco Gurin con i crediti (sussidi) monetari già erogati per il 2021 e seguenti?

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