
Crescono sensibilmente nel 2023 le condanne pronunciate in Svizzera a carico di minorenni. È la conferma di una tendenza che prosegue da alcuni anni. In controtendenza sembra esserci il Ticino, dove il numero di minorenni condannati vede una sostanziale stabilità. I dati sono stati pubblicati martedì mattina dall’Ufficio federale di statistica sulle condanne nel 2023. Per approfondire il tema e fare il punto a livello ticinese abbiamo interpellato la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, a cui abbiamo chiesto i possibili motivi – così come una conferma - per cui il nostro Cantone sembra invece essere in controtendenza.
Incarti in aumento anche in Ticino
“È una questione prettamente statistica. Quest'anno sono stati evasi 1’309 incarti rispetto all'anno precedente, che ammontavano a 1’171”, ci spiega Gnesa, precisando che in quei 1'309 incarti “vi sono delle condanne, degli abbandoni, delle trasmissione di atti e di procedimenti ad altri Cantoni, così come gli incarti congiunti”. In poche parole, ogni decisione emessa può raggruppare più procedimenti a carico di un minorenne. “La differenza è quindi presto spiegata”. Gnesa ha voluto poi sottolineare che “in realtà gli incarti aperti nel corso del 2023 sono 1’426 e sono aumentati di oltre 200 unità rispetto al 2022”. Tuttavia, secondo la Sezione dei reati contro l’integrità delle persone, nel nostro Cantone l’anno scorso sono aumentati gli arresti, i reati sessuali e le rapine tra i minori: ci sono quindi delle fattispecie più delicate di altre? “In realtà le fattispecie in relazione ai reati previsti dal codice penale rispetto al 2022 nel 2023 sono aumentati di circa 220 unità, in particolare i procedimenti relativi ai reati contro il patrimonio sono passati da 229 a 422 nel corso dell'ultimo anno”.
In aumento anche le carcerazioni preventive
La magistrata dei minorenni ci ha poi confermato il notevole aumento delle detezioni preventive. “Nel 2023 sono incrementanti casi di minorenni o presunti tali richiedenti l'asilo residenti in Ticino che si sono resi autori di furto, violazione di domicilio, danneggiamenti sul territorio ticinesi e non solo”. Tuttavia, è anche bene sottolineare che questo fenomeno “è notevolmente diminuito in questo primo semestre dell'anno. Oltre a questo, vi sono stati alcuni giovani ragazzi e minorenni che hanno commesso rapine ed estorsioni nei confronti dei loro coetanei, in particolare nel Luganese”.
Quali le pene
Stiamo parlando di minorenni: quando viene emessa una condanna, che cosa succede? Quali possono essere le pene? “Il diritto penale minorile prevede come scopo la protezione, ma contemporaneamente anche l'educazione e la punizione”. Gnesa ha poi proseguito spiegandoci che il minore - a dipendenza della sua situazione - può essere sia preso a carico sia con delle misure protettive sia stazionarie, in istituto o presso delle famiglie affidatarie. “Ed è un servizio ambulatoriale eseguito dal nostro servizio educativo minorile”. Ma i minori autori di reati possono anche essere puniti con delle pene che vanno dall'ammonizione, multa, prestazioni personali (che consistono in lavori di utilità pubblica o di frequentazione di corsi) fino alla privazione della libertà. “Tutto dipende dalla situazione generale dell'autore. La maggior parte delle nostre decisioni riguardano delle pene. È difficile quindi affermare prima di conoscere la situazione del minore quale decisione debba essere presa nei suoi confronti”.
Reintegrazione o riabilitazione?
In caso di minori si tende a preferire un percorso di reintegrazione e riabilitazione? “Come ho detto precedentemente, noi magistrate esaminiamo la situazione dell'autore tenendo presente i suoi bisogni e facendo riferimento al suo scopo educativo e protettivo. Pertanto, mettiamo in atto delle misure protettive, senza dimenticare che se il ragazzo o la ragazza ha agito in maniera consapevole, allora viene anche punito con le pene che ho descritto pocanzi”. La settimana scorsa, in occasione della conferenza stampa di chiusura dell’anno scolastico, la direttrice del DECS Marina Carobbio ha sottolineato un incremento del disagio giovanile. Questo, secondo lei, incide sui reati e le condanne? Come si può agire per cambiare questa tendenza? “Bisogna comprendere cosa si intende per disagio giovanile. Certo che dal nostro osservatorio possiamo notare come magistrate un aumento della fragilità dei giovani. Questo in alcuni casi porta poi a commettere dei reati. Non sono la persona a cui bisogna rivolgersi per rispendere a questa domanda, dovrebbe esserci un sociologo. Tuttavia posso dirle che dalla nostra esperienza vi sono diversi fattori da tenere in considerazione. Questi ragazzi sono confrontati con una realtà e società dinamica, pressante, individualista che li mette a dura prova. Molte volte vengono a mancare dei punti di riferimento coerenti e stabili”, ha concluso la magistrata.

