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Lugano
"Con i tassisti indipendenti il dialogo è chiuso"
Redazione
3 anni fa
Malgrado gli incontri avuti, non sono state trovate soluzioni alla situazione. La municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi: "Se gli animi si dovessero stemperare, sarà sempre possibile tornare a dialogare".

“Ho incontrato sia i rappresentanti dei taxi autorizzati, sia di quelli indipendenti, ma di soluzioni non è stato possibile trovarne, perché i toni sono troppo alti e ci sono continui sgambetti degli uni vero gli altri. Qualora gli animi si dovessero stemperare, sarà sempre possibile tornare a dialogare”. Così la capodicastero sicurezza e spazi urbani di Lugano, Karin Valenzano Rossi, ha commentato ai microfoni di Ticinonews la situazione venutasi a creare in città tra le due “fazioni” di tassisti. Dieci giorni fa, lo ricordiamo, un gruppo di indipendenti aveva inscenato una protesta davanti a Palazzo civico. Sotto accusa l’ordinanza che limita ai soli autorizzati l’utilizzo degli stalli pubblici. Al momento, come detto, non vi è alcuna soluzione “ma c’è un’ordinanza chiara. Purtroppo la Città non ha ulteriori spazi da mettere a disposizione. C’è stata una procedura di concorso e questo è quanto”, ricorda Valenzano Rossi. E quei tassisti non autorizzati che insisteranno a sostare laddove ci sono spazi destinati a coloro che dopo il concorso hanno ottenuto un’autorizzazione saranno multati.

“Non ci siamo mai ingozzati”

Una delle principali accuse mosse ai tassisti autorizzati è quella di essersi “ingozzati”. Un’etichetta, quella di “ingordi”, che i diretti interessati rifiutano categoricamente “Abbiamo sempre fatto il lavoro in modo professionale e onesto”, ci dice uno di loro, Jonathan Mazzella. “Abbiamo ricevuto l’autorizzazione anche grazie a determinate caratteristiche, quali solvibilità e mancanza di precedenti penali, che abbiamo dovuto dimostrare”. Inoltre “noi non facciamo un servizio privato, bensì pubblico. Non abbiamo clienti, ma un’utenza”.

Situazione tesa, ma...

In questi mesi non sono mancati attimi di forte tensione e spesso viene mobilitata la polizia per sedare gli animi. La convivenza sembra davvero difficile, anche se Mazzella apre uno spiraglio. “A titolo individuale, un collega può anche chiedere di farsi sostituire in una determinata circostanza, perché magari deve andare via e non ha la possibilità di prendere delle persone”. Potrebbe quindi nascere una collaborazione, "ma solo come servizio di supporto e a titolo interpersonale, perché a livello Legislativo, i giochi sono stati fatti e sono questi, piaccia o no”, conclude Mazzella.

 

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