
Dopo le polemiche delle scorse settimane, si è concluso oggi nell'aula del Gran Consiglio il dibattito sull'assegnazione dei seggi nelle Commissioni. La maggioranza del Parlamento ha deciso di approvare la proposta originale dei Servizi giuridici, che prevede la seguente ripartizione: 5 seggi al PLR, 4 al Centro, 3 alla Lega, 2 al PS, 2 all'UDC e 1 ai Verdi. Una ripartizione che, rispetto alla passata legislatura, vede il PS e Lega perdere entrambi un seggio, mentre UDC e Il Centro ne guadagnano uno in più ciascuno.
Il reclamo
Il partito socialista, ricordiamo, si era opposto alla formula presentata dai Servizi giuridici del Parlamento, contestando il metodo di calcolo. Una proposta a seguito della quale l’Ufficio presidenziale aveva formulato una proposta alternativa: in questo caso il PS avrebbe mantenuto i suoi 3 posti, ma il PLR sarebbe sceso da 5 a 4. A queste si sono aggiunti due emendamenti: uno del PS, che avrebbe fatto perdere un posto al Centro, e uno del PLR, che avrebbe permesso al plenum di esprimersi anche su questa terza variante.
Il voto
Dopo una discussione durata oltre due ore e a tratti accesa, il Gran Consiglio ha infine accolto in votazione eventuale la proposta originale con 35 voti da parte di PLR, Udc e Avanti con Ticino & Lavoro e Verdi liberali. Nulla da fare quindi per la proposta socialista, sostenuta solo dai Verdi ed alcuni deputati dei “partitini”. Il PS ha già annunciato che farà ricorso. Dal canto loro, Centro e Lega si sono astenuti.
Il dibattito
“Nessuno pensava di iniziare in modo così turbolento la legislatura”, ha esordito la capogruppo PLR Alessandra Gianella, ricordando le vicissitudini che hanno portato al voto odierno. "I servizi del Parlamento hanno semplicemente applicato la legge, contro cui il PS ha deciso di interporre reclamo, contestando la ripartizione. L'Ufficio presidenziale ha poi tenuto per buona una seconda ripartizione, decidendo così di interpretare la legge e non più limitarsi ad applicarla letteralmente, come invece sarebbe corretto fare. Il nostro partito chiede di rispettare la legge. Se qualcuno vuole contestarla, ci sono le forme ricorsuali per farlo".
Il capogruppo della Lega Boris Bignasca ha invece ritenuto "irricevibili" gli emendamenti, per questo motivo non li ha votati. "Il gruppo Lega non è toccato da queste beghe per le cadreghe. Ci va bene la ripartizione e ci asterremo da tutte le proposte".
Dal canto suo il capogruppo PS Ivo Durisch ha voluto difendere il principio di proporzionalità sancito nella costituzione ticinese. "La diatriba di oggi verte sulla modalità di applicazione della legge sull'esercizio dei diritti politici nella legge sul Gran consiglio. Il problema, presente da anni, mostra la sua fragilità: la recente modifica di legge e il numero di deputati non facenti gruppo in costante crescita. La questione di fondo resta di garantire il sistema proporzionale all'interno del parlamento e quindi anche nelle commissioni. Un principio sancito nella costituzione cantonale". Anche Marco Noi dei Verdi ha sottolineato come non ci sia chiarezza nell'applicazione della legge: "Le cose non sono così chiare. Si è parlato di interpretazione letterale, ma se mi devo attenere alle parole, faccio fatica a vedere nella proposta dove sta tutta questa interpretazione alla lettera".

