
Un reclamo presentato in sette punti “contro la proposta/decisione di ripartizione dei seggi commissionali nel Parlamento per la legislatura 2023-27”. È quanto ha fatto oggi il Partito Socialista ticinese all’indirizzo della Segreteria del Gran Consiglio. Ieri, infatti, i Servizi del parlamento hanno comunicato l’assegnazione dei seggi dei partiti nelle commissioni. Stando al calcolo i socialisti hanno il diritto a due posti, ma per il Partito questi dovrebbero essere tre. “Dopo una prima analisi è risultato chiaro che la decisione è stata presa sulla base di un calcolo errato, interpretando in maniera non corretta la legge in vigore”, scrivono, specificando che “se il ricorso verrà rigettato, si trasformerà in ricorso dopo l’insediamento del Gran Consiglio”.
Il calcolo contestato
90 deputati diviso per il numero dei 17 seggi commissionali. Il risultato va in seguito arrotondato all’intero superiore. Sulla base di questo risultato la Segreteria del Gran Consiglio comunica ai partiti che hanno ottenuto almeno 5 deputati il numero di seggi commissionali. “La regola che fonda questo calcolo non esiste e la ripartizione proposta risulta del tutto arbitraria”, scrive il PS citando sia la Legge del Gran Consiglio sia quella sull’esercizio dei diritti politici. “Il calcolo che bisogna fare per assegnare i seggi commissionali in Gran Consiglio poggia su due principi: da un lato esso deve essere analogo a quello che viene fatto per la ripartizione dei seggi parlamentari alle elezioni (principio 1), dall’altro esso deve considerare solo le liste che fanno gruppo, ovvero quelle che hanno ottenuto almeno 5 deputati (principio 2)”, specifica il Partito.

