“Chissà perché ci ricaschiamo ogni volta”
Il Medico cantonale twitta dopo i dati allarmanti di ieri diffusi dall’Ufficio federale di sanità pubblica. Come un film già visto, insomma, “succede ogni volta così”
di MMINO
“Chissà perché ci ricaschiamo ogni volta”

Quasi 15mila casi e 156 ospedalizzazioni in tutta la Svizzera. Dieci ricoveri in più in un weekend in Ticino. È questo il triste e allarmante bilancio di questi giorni che sta a significare solo una cosa: il virus si sta facendo risentire a gran voce nelle nostre vite. Ma se gli altri Paesi si stanno muovendo con nuove misure per cercare di salvare il salvabile, sulla Svizzera, invece, regna il silenzio. Anche se ieri, lo ricordiamo, Lukas Engelberger della Conferenza dei direttori cantonali della sanità ha detto che potrebbero presto arrivare restrizioni e che i Cantoni ne stanno discutendo. Una sola settimana prima, però, il consigliere federale Alain Berset aveva detto in conferenza stampa che “non era il momento per fare nuove decisioni” legate al Covid-19. Il tasso di occupazione delle terapie intensive è infatti salito al 71,2% e il tasso di riproduzione Re (dato del 12.11.2021) all’1,33.

Data la preoccupazione dei dati diffusi dall’Ufsp, il Medico cantonale Giorgio Merlani, si è esposto su Twitter condividendo i dati di Berna ed esprimendo la sua totale amarezza per la situazione in cui nuovamente ci ritroviamo. E si chiede: “Chissà quale strana trappola mentale ci ricaschiamo ogni volta” - e tuona - “ ‘Ma da noi non succederà mai quanto successo in Cina, a Lodi, in India o in Austria’, e poi...”.

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