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La reazione
Chiesa ai giovani consiglieri comunali: “La peggior pubblicità è un sistema dell’asilo fuori controllo”
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Così il consigliere agli Stati e presidente nazionale dell'Udc Marco Chiesa risponde alla lettera aperta inviatagli dai giovani consiglieri comunali di Chiasso.

“Nessuno di voi vivrebbe a Chiasso”. È questa la frase di Marco Chiesa, consigliere agli Stati ticinese e presidente nazionale dell’Udc, che non è piaciuta ai giovani consiglieri comunali della cittadina di confine. “Il riferimento”, ci spiega il senatore, “era ai presidenti di partito con cui stavamo commentando i risultati delle elezioni federali”. Riguardando il video della trasmissione, si può sentire la frase detta da Chiesa ai Presidenti: “Niemand von euch würde heute in Chiasso leben und wohnen”. La mia, sottolinea Chiesa, “è una chiara richiesta di agire. La pressione migratoria al confine e la delinquenza stanno condizionando la serenità della popolazione e mettendo sotto pressione le nostre forze dell’ordine. La peggior pubblicità per Chiasso, non è certo la denuncia, ma quella di continuare a sottovalutare la realtà. L’ho detto, e lo ripeterei ai presidenti di partito che determinano molte scelte in Parlamento, loro provengono da Cantoni privilegiati e non vedono con i loro occhi le conseguenze della migrazione illegale. La situazione non deve scapparci di mano”. 

Ai giovani: “Sono disposto ad incontrarli”

Nella lettera aperta i giovani consiglieri comunali invitano Chiesa “ad andare a Chiasso per collaborare ad una soluzione concreta a questa crisi”. Il democentrista si dice “più che disposto ad incontrarli”, ma sottolinea come “sono tutti rappresentanti di partiti che hanno bocciato le mozioni dell’Udc che chiedevano un giro di vite sulla politica dell’asilo non più tardi di questo giugno, durante la sessione speciale sulla migrazione richiesta dall’UDC. Spero che ora siano più disponibili a sostenerci o che presentino soluzioni migliori. Non avrei problemi a portarle avanti”. 

“Mi urtano i comportamenti di migranti illegali travestiti da richiedenti l’asilo”

La nostra frontiera -aggiunge Chiesa- “è la porta di ingresso in Svizzera, dove è possibile depositare una domanda d’asilo, ed anche la via per raggiungere il nord dell’Europa. In Svizzera possono essere depositate domande d’asilo anche da parte di chi emigra e ha già attraversato diversi Paesi sicuri senza però mai chiedere protezione e aiuto. Al di là di questa evidenza, ciò che mi urta sono i comportamenti di molti migranti illegali travestiti da richiedenti l’asilo. A Chiasso ne ho sentite di tutti i colori quanto al loro irrispettoso comportamento, talvolta delinquente, verso chi li ospita e chi paga per loro. Per non parlare di fatti ancora più gravi, intollerabili verso minorenni e giovani donne. Fra le molte persone con cui ho parlato, ho avuto l’opportunità di discutere con persone di origine straniera oggi perfettamente integrate nella nostra società. Persone che hanno contribuito a costruire il nostro benessere. Proprio da loro, emigranti di un tempo, ho sentito le critiche più aspre e obiettive. Una volta si emigrava per darsi da fare e costruirsi un futuro migliore, rispettando le regole e la popolazione, facendo sacrifici; oggi troppo spesso siamo in balia di persone che si interessano molto di più della generosità del nostro stato sociale”.