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Ticino
Caso Zali, l'MpS chiede di estendere l’Alta vigilanza anche a Gobbi
© CdT/ Chiara Zocchetti
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Red. Online
2 ore fa
Secondo Matteo Pronzini, la Commissione della gestione dovrebbe analizzare l'operato del consigliere di Stato nel 2021

L'MpS chiede di estendere l’esercizio dell’Alta vigilanza del Gran Consiglio anche all’operato del consigliere di Stato Norman Gobbi, nell’ambito degli accertamenti sul «caso Zali».

In una lettera all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, Matteo Pronzini domanda che la Commissione della gestione analizzi l’atteggiamento tenuto da Gobbi nel settembre 2021, quando l’allora responsabile politico della Magistratura aveva ricevuto una segnalazione dalla donna deceduta lo scorso 18 agosto a Melide.

«Non mi fu riferito nulla sui presunti reati sessuali»

Gobbi, in una presa di posizione inviata alla stampa dopo una giornata complicata in Parlamento, ha riferito che nel 2021 aveva deciso di non intraprendere iniziative poiché «la questione risultava già sottoposta all’autorità giudiziaria competente». Secondo il consigliere di Stato, all’inizio di settembre 2021 la 52.enne lo contattò privatamente sui social, comunicandogli di avere presentato una denuncia penale nei confronti di Zali. Non avrebbe tuttavia specificato la «natura dei fatti» oggetto della denuncia. «La questione risultava pertanto già sottoposta all’autorità giudiziaria competente», sottolinea il consigliere di Stato. A fine settembre 2021, sempre secondo Gobbi, la donna gli inviò una e-mail chiedendogli di intervenire presso Zali affinché quest’ultimo «le porgesse delle scuse per iscritto». Nella stessa comunicazione avrebbe manifestato l’intenzione di rendere pubbliche le informazioni relative alla vicenda, «senza precisare a quali fatti si riferisse». «Nelle due comunicazioni – precisa Gobbi – non si faceva in alcun modo riferimento alla possibile commissione di reati di natura sessuale, ossia reati perseguibili d’ufficio». Per Pronzini, tuttavia, il contenuto della segnalazione trasmessa dalla donna al consigliere nazionale Lorenzo Quadri differirebbe da quanto successivamente comunicato da Gobbi.

Il deputato sottolinea inoltre che, durante la seduta del Gran Consiglio del 16 settembre, né il Consiglio di Stato né Gobbi avrebbero informato il Parlamento della vicenda. E questo nonostante l’MpS avesse ripresentato un’interpellanza sui rapporti tra l’ex consigliere di Stato Claudio Zali e alcune donne, riprendendo un atto già depositato nel marzo 2025.

Nelle scorse settimane, ricorda ancora Pronzini, Gobbi aveva riferito di avere parlato della segnalazione con Zali. Quest’ultimo avrebbe risposto sostenendo che si trattava di «fatti privati».

«Preservare la credibilità delle istituzioni»

La richiesta all’Ufficio presidenziale si fonda sulla necessità, secondo l’MpS, di verificare se nel 2021 siano stati rispettati gli obblighi istituzionali e legali di segnalazione alla Magistratura di eventuali fatti penalmente rilevanti.

«È dunque fondamentale, al fine di preservare la credibilità delle istituzioni e il ruolo di Alta vigilanza che il Gran Consiglio svolge verso l’Esecutivo», scrive Pronzini, «che l’atteggiamento tenuto dal consigliere di Stato Gobbi nel 2021 sia oggetto di analisi da parte della Commissione della gestione, nel quadro dell’esercizio dell’Alta vigilanza sui fatti riguardanti Claudio Zali».

Le due sottocommissioni parlamentari che stanno facendo congiuntamente gli accertamenti sul caso Zali, al momento si stanno occupando della questione riguardante la riunione sul caso del 14.enne alla Farera.