
Dopo quella di Norman Gobbi, è arrivata anche la «precisazione» di Lorenzo Quadri. «Qualsiasi “ricostruzione” che affermi cose diverse va ritenuta frutto di fantasia» è la replica del consigliere nazionale della Lega al commento pubblicato da laRegione sul caso che coinvolge Claudio Zali e sulle comunicazioni che la 52.enne di Melide, nel frattempo deceduta, avrebbe inviato a esponenti del partito.
Nel suo intervento, Quadri precisa di non essere più in possesso della comunicazione ricevuta via e-mail oltre cinque anni fa e di conservarne soltanto «un ricordo vago». «Non ricordo che nella e-mail in questione si evocassero presunti comportamenti sessuali di Claudio Zali», scrive. A suo avviso, inoltre, un simile riferimento non emergerebbe nemmeno dall’articolo della RSI citato da laRegione, nel quale – sostiene – venivano indicati soltanto reati perseguibili a querela di parte.
«Nessun motivo per ritenere fondate le accuse»
Quadri afferma inoltre che non vi sarebbe stato motivo per ritenere fondate le accuse formulate dalla donna. E aggiunge che «il quantitativo di accuse false in circolazione nella rete riguardo a persone “esposte politicamente” è peraltro ben noto a chiunque lavori nel settore dei media».
Il consigliere nazionale aggiunge che, trattandosi di circostanze che la stessa mittente aveva dichiarato di avere già segnalato al Ministero pubblico, non spettava a terze persone «imbastire inchieste parallele». Quadri precisa infine di non avere ricevuto alcuna comunicazione dall’autorità giudiziaria e afferma che quanto indicato «non porta elementi nuovi», ma ribadisce dichiarazioni già rilasciate ad altri media.
Il commento del direttore de laRegione, Daniel Ritzer, solleva interrogativi sulla natura delle informazioni contenute nella denuncia della donna e sulla gestione di una segnalazione trasmessa il 3 luglio dal capogruppo UDC Alain Bühler, resa pubblica il 27 agosto. Tra le questioni poste, anche quella relativa agli eventuali elementi che avrebbero potuto portare il procuratore generale a ipotizzare i reati di coazione e sequestro di persona. Quadri respinge ora ogni ricostruzione che gli attribuisca una conoscenza, già nel 2021, di presunti reati sessuali commessi da Zali. «Per tutto il resto, confermo le dichiarazioni già rilasciate», conclude.

