
La vicenda che vede coinvolto Roberto Caruso, docente della ex SPAI di Mendrisio, preoccupa i granconsiglieri Claudio Isabella (Il Centro) ed Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino&Lavoro). Il motivo? Secondo i due deputati, se le procedure utilizzate nei confronti del docente fossero confermate, l’agire del DECS potrebbe avere gravi conseguenze nei confronti dei dipendenti dello Stato. In particolare, scrivono Isabella e Roncelli in un’interpellanza inoltrata al Consiglio di Stato, “alla luce della decisione del TRAM del 13 agosto, che ha sentenziato in modo chiaro come l’agire del Governo fosse arbitrario, sorprende che nella procedura messa in atto nei confronti del docente sia venuto meno il diritto di essere sentito”. Elemento questo “che ha portato all’annullamento della decisione di sospensione del signor Caruso”.
"Approfondimenti interni"
Nonostante la sentenza, da quanto appreso dalla stampa “i funzionari dirigenti del DECS, durante l’udienza di conciliazione, in spregio alla sentenza del TRAM e al buon senso hanno deciso di continuare imperterriti verso una procedura di licenziamento e, in seguito, prospettato una seconda sospensione da ogni obbligo lavorativo”. Il 27 agosto, la consigliera di Stato Marina Carobbio, rispondendo alle domande di una giornalista del Quotidiano, “ha confermato che nella procedura di licenziamento che tocca il docente della SPAI ‘il diritto di essere sentito è garantito’”. Inoltre, nella medesima trasmissione televisiva, la direttrice del DECS ha affermato di “aver preso atto della decisione del Tribunale cantonale amministrativo di annullare la decisione di sospensione adottata dal Consiglio di Stato” e di stare procedendo “con gli approfondimenti interni”.
Le domande
Viene quindi chiesto all'Esecutivo cantonale se prima di prospettare al docente il licenziamento sia stato garantito a quest’ultimo il diritto di essere sentito e, in caso affermativo, attraverso quali modalità. In caso invece di risposta negativa, "in che modo il Consiglio di Stato intende far sì che il diritto di essere sentito venga pienamente garantito nel rispetto della legislazione vigente?" Viene inoltre chiesto al Governo se quest'ultimo sia a conoscenza di altri casi di licenziamento in cui il diritto di essere sentito del dipendente non sia stato completamente rispettato, come intenda intervenire il Consiglio di Stato e quali misure preveda per evitare che questi problemi si presentino. Si domanda inoltre come avviene il controllo del Consiglio di Stato sulle procedure di licenziamento.
"Quale impatto avrà la vicenda?"
Gli interpellanti vogliono inoltre sapere se il DECS abbia motivato la propria prospettata decisione di ulteriore sospensione del signor Caruso, quali sono le motivazioni del Dipartimento Educazione nel ritenere che Caruso "debba rimanere a casa pagato, invece di insegnare e se l'Esecutivo non ritenga necessario aprire un’inchiesta amministrativa al fine di valutare correttamente la vicenda. Infine, si chiede al Consiglio di Stato quale impatto si prevede che avrà il "caso Caruso" sulla motivazione e sulla produttività generale dei dipendenti dell’amministrazione, sull’attrattività dell’amministrazione come datore di lavoro e sull’immagine dell’amministrazione nei confronti degli utenti (studenti) e del pubblico generale.

